sabato 7 febbraio 2009

Lascia morire 6 animali, non potrà più allevare

IL SECOLO XIX
28 GENNAIO 2009
Lascia morire 6 animali non potrà più allevare
Innovativa sentenza a ventimiglia
Patrizia Mazzarello
 
Olivetta San Michele (IM). Il fatto che maltrattare gli animali sia un reato, è cosa nota a tutti. Ma una sentenza del giudice ventimigliese Paolo Luppi ha ora sancito un principio ancora più rigido. E cioè che chi viene sorpreso in atteggiamenti inequivocabili di maltrattamento e comportamenti inquadrabili addirittura come sevizie, non può essere mai più ritenuto idoneo ad accudire gli animali stessi. 
La sentenza del giudice Luppi, relativa ad un caso di maltrattamento avvenuto all'interno di un allevamento in Valle Roia, è stata depositata nei giorni scorsi ed è stata accolta con molta soddisfazione dalla Lega per la difesa del cane, che si era costituita parte civile nel procedimento contro un allevatore di Olivetta San Michele, Fulvio Pastor.
L'allevatore, ritenuto responsabile, in virtù del suo comportamento e del suo disinteresse, della morte di ben sei animali del suo allevamento è stato condannato a 6 mesi di reclusione, pena sospesa. Ma, soprattutto, in base alla stessa sentenza, come detto, l'imputato è stato interdetto da qualsiasi attività di trasporto, commercio ed allevamento di animali. Le bestie in suo possesso sono state dunque confiscate ed affidate in custodia ad altri allevatori.
La vicenda risale a diversi mesi fa. L'uomo, titolare di un piccolo allevamento ad Olivetta, secondo un'accusa verificata direttamente anche dalle guardie particolari della Lega per la difesa del cane, era accusato, con la sua imperizia, di aver provocato la morte di cinque capre ed un agnello, che erano stati confinati nel recinto senza adeguata copertura dalle intemperie ed in condizioni igieniche pessime. Gli animali, secondo quanto verificato, erano praticamente abbandonati a loro stessi e allo stesso tempo impossibilitati a trovare scampo con la fuga. Costretti a vivere di stenti, senza cure ed immersi nella sporcizia e nei loro escrementi, alla fine le bestiole erano morte.
L'allevatore, secondo quanto contenuto nel capo di accusa, avrebbe anche sottoposto a sevizie e a comportamenti giudicati dal giudice "insopportabili per le loro caratteristiche etologiche" pure un suino, una capra, un asino ed un cane di sua proprietà.
?Questa sentenza ¿- ha commentato ieri il responsabile della Lega del Cane di Ventimiglia, Danilo Roda - deve essere di monito a tutti coloro che possiedono animali di ogni tipo e razza e li considerano solo degli strumenti. Le nostre "guardie particolari", nominati da parte della Prefettura di Imperia, a questo proposito, stanno intensificando i controlli su tutto il territorio intemelio, in modo particolare per la tutela ed il benessere dei cani e dei gatti. Proprio le nostre guardie, sulla base di alcune segnalazioni, sono stati i primi ad effettuare un sopralluogo dove l'allevatore teneva gli animali maltrattati e morti?.

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