martedì 7 aprile 2009

Telve e i casi di avvelenamento da bocconi.

Animali ammazzati con la stricnina
05/04/2009 10:09
TELVE - In questi ultimi tempi, a Telve Valsugana, i cani sono stati protagonisti di storie tutt'altro che felici. La sequenza iniziò a gennaio, quando furono ritrovati alcuni esemplari da guardia agonizzanti nei cortili delle abitazioni, per continuare a marzo quando questi amici dell'uomo sarebbero stati incolpati di aver sgozzato diversi ungulati che frequentavano la parte montagnosa a nord del paese di Telve. Una storia triste, anche questa non ancora conclusa: proprio in questi ultimi giorni sono state ritrovate sul versante verso Scurelle, una decina di carcasse di caprioli e cervi ormai in stato di avanzata decomposizione. Per loro però è difficile stabilire se la causa di morte sia dovuta alla ferocia di altri cani oppure alla fame, visto che a causa delle abbondanti nevicate c'è stata mancanza di cibo. In questi giorni è arrivata la conferma che i cani, trovati morti o agonizzanti a gennaio, sarebbero stati avvelenati con della stricnina per opera di qualche mano maligna.
Ricordiamo i fatti. All'inizio dell'anno in soli tre giorni ben cinque cani da guardia erano stati avvelenati nei pressi di alcune abitazioni della località Viapiana, ai Masi di Telve. Le famiglie prese di mira erano state quelle di Guido Trentinaglia, Mario Dalsasso e Franco Battisti. La famiglia di quest'ultimo in particolare era stata la più colpita, con l'avvelenamento di tutti i suoi tre bastardini. Tre esemplari, gioia dei figli. I cani delle famiglie Trentinaglia e Dalsasso invece erano stati trovati agonizzanti, ma morirono poco dopo nonostante il pronto intervento del veterinario, il dottor Sperandio, di Ivano Fracena. Inutile sottolineare il dispiacere provato dalle famiglie colpite, alle quali non restava altro che presentare denuncia alla stazione dei carabinieri di Borgo Valsugana. I militari avevano subito aperto le indagini, alla ricerca dell'autore di questi gesti. Ma ogni ricerca è risultata finora senza risposta. «Si tratta sicuramente di gente del posto», si sente dire in paese.
Appare poco probabile che si tratti dell'opera di cacciatori. Ciò che all'epoca aveva preoccupato la gente di Masi, come aveva detto Guido Trentinaglia e la moglie Flora, era la presenza di bambini all'interno delle famiglie. Se ingerite, anche parzialmente, quelle palline di carne, contaminate con il veleno, avrebbero causato la morte dei ragazzini.
Mario Pacher
da l' "Adige"

1 commento:

  1. Vorrei segnalare che purtroppo questi casi continuano anche a Telve sud (ultimo caso 18 settembre 2009)dove vengono avvelenati gatti.
    Purtroppo anche se questi casi si ripetono frequentemente, i colpevoli restano sempre impuniti!

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