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giovedì 15 dicembre 2011

Ancora bocconi avvelenati a Pergine


Il commento è superfluo. L'epilogo è quasi sempre simile a quello nella foto e ci chiediamo cosa passa nella mente malata di chi prepara e diffonde bocconi avvelenati. Se qualcuno potesse fornire informazioni utili alle forze dell'ordine o alla nostra associazione che portino all'identificazione e alla denuncia dei responsabili non esiteremmo ad offrire una lauta ricompensa.


"Buongiorno,
con la presente volevo segnalare che il mio cane ha mangiato dei bocconi
avvelenati nei pressi del parcheggio del Centro Commerciale Shop Center a
Pergine Valsugana, il mio veterinario ha già provveduto a denunciare il fatto a
chi di competenza, mi sono permessa di segnalarlo anche a Voi nel caso vogliate
dare diffusione della notizia.
Grazie
Chiara"

giovedì 10 giugno 2010

La strage dei gatti randagi: a Pellizzano sterminata colonia

Dal giornale "L'Adige":

gattoPELLIZZANO - Almeno una trentina di gatti sarebbero stati «eliminati» per avvelenamento a Castello e Stavel, frazioni del comune di Pellizzano. Lo denuncia Franco Bortolameolli , nativo di Castello ma da decenni residente a Bolzano, in una lettera inviata all'amministrazione comunale, ai Carabinieri, all'Asuc e all'ambulatorio veterinario di Alessandra Ghirardini. Nella missiva Bortolameolli afferma che quei gatti randagi lui ed altre persone del paese li accudivano, dando loro da mangiare; e il problema di questa colonia sempre crescente era stato segnalato alle autorità comunali, che a suo avviso avrebbero preso nota ma non si sarebbero mosse nell'attuare una campagna di sterilizzazione, come consigliato dalla veterinaria citata. Bortolameolli afferma però che, dopo una lunga assenza dal paese, ha avuto la triste sorpresa: nella cantina di casa sua c'erano sì alcuni gatti, che sembrava dormissero. «Per un attimo mi sono illuso», afferma, «ma constatai che erano morti. Da notizie ricevute dai paesani, ne furono trovati alcuni nelle fontane del paese; sembra che l'avvelenamento spinga l'animale a bere molto. Termenago è un'altra frazione di Pellizzano, che non frequento quasi mai, mi è stato riferito che anche lì tutti i gatti sono scomparsi. Da notizie raccolte l'operazione "sterminio gatti" sarebbe avvenuta in due step: uno a inizio dicembre e, visto che qualche gatto si era salvato, sarebbe stata ripetuta a inizio marzo».

L'imbecillità di chi commette questi crimini è evidente a tutti e mi chiedo quanto sia utile sottolinearla... probabilmente queste menti malate godono anche delle invettive loro inviate.. ma cosa dobbiamo pensare dei molti amministratori che non sterilizzano i gatti randagi e non applicano quindi le leggi previste? Quanto è grande la loro responsabilità in queste situazioni? Chi avvelena e chi induce ad avvelenare con la propria irresponsabilità si rende conto dei pericoli a cui sottopone la comunità? E per comunità intendo bambini, anziani, animali..

mercoledì 12 maggio 2010

Esche avvelenate: la responsabilità del veterinario... anche in Trentino!

Le responsabilità del Medico Veterinario Libero Professionista dinanzi ad un caso di sospetto avvelenamento, alla luce dell'Ordinanza del 18 dicembre 2008, dalle sue modifiche del 19 marzo 2009 e dalla nuova Ordinanza del 14 gennaio 2010.

Pur sottolineando la necessità di una lettura completa delle Ordinanze sopracitate, si evidenzia il ruolo che deve essere svolto dal Medico Veterinario

Art. 2. (dall'Ordinanza del 2008)

Compiti del medico veterinario

1. Il medico veterinario che, sulla base di una sintomatologia conclamata, emette diagnosi di sospetto di avvelenamento o viene a conoscenza di un caso di avvelenamento (frase soppressa dalla modifica del 13 marzo 2009) di un esemplare di specie animale domestica o selvatica, deve darne immediata comunicazione al sindaco e al Servizio veterinario della Azienda sanitaria locale territorialmente competente.

2. In caso di decesso dell'animale il medico veterinario deve inviare le spoglie e ogni altro campione utile all'identificazione del veleno o della sostanza che ne ha provocato la morte all'Istituto zooprofilattico sperimentale competente per territorio, accompagnate da referto anamnestico, al fine di indirizzare la ricerca analitica.

L'invio di spoglie di animali deceduti per avvelenamento e campioni da essi prelevati, avviene per il tramite delle ASL competenti per il territorio o delle ditte convenzionate con le predette ASL. (frase inserita dalla modifica del 13 marzo 2009)

A seguito di episodi ripetuti, ascrivibili alle stesse circostanze di avvelenamento confermato dall'Istituto zooprofilattico sperimentale, il medico veterinario, ove ritenga, può emettere diagnosi autonoma, senza l'ausilio di ulteriori analisi di laboratorio (frase abrogata dalla modifica del 13 marzo 2009).

Al bando le esche avvelenate... anche in Trentino!


Finalmente sulla gazzetta ufficiale è stata pubblicata l’ordinanza che vieta di utilizzare o detenere esche o bocconi avvelenati: tale ordinanza è modificativa di quella precedentemente emessa il 18 dicembre 2008, aumentandone di fatto l’efficacia. Il sottosegretario alla salute Francesca Martini ha precisato che l’uso di esche avvelenate o contenenti vetri, metalli o altri materiali pericolosi colpisce indiscriminatamente la fauna domestica e selvatica e può costituire un grave pericolo anche per le persone, in particolare per i bambini, e per l’ambiente.

Il fenomeno dello spargimento di esche avvelenate in terreni, giardini, strade o altri luoghi frequentati da animali è purtroppo un triste fenomeno che da nord a sud investe la nostra penisola. Ma non si tratta solo di un problema legato alla salute ed alla vita degli animali ma anche delle persone: è una pratica illegale, pericolosa, incivile.

L’Ordinanza prevede, in caso di reperimento di esche o bocconi avvelenati, l’obbligo di denuncia all’autorità giudiziaria da parte di proprietari di animali e veterinari, obbligo di segnalazione al sindaco del comune in cui sono rinvenute le esche, il quale dovrà provvedere tempestivamente a bonificare le zone infette, per prevenire i rischi diretti per la salute dell’uomo e degli animali.

Saranno poi messi a disposizione della popolazione e delle amministrazioni locali, gli Istituti Zooprofilattici per eseguire le analisi e gli accertamenti sulle spoglie degli animali eventualmente rinvenuti, al fine di verificare l’impatto ambientale del veleno. Tale ordinanza è naturalmente stata accolta da tutte le associazioni con entusiasmo in quanto contribuisce a combattere un fenomeno diffuso e pericoloso.

Per contrastare il fenomeno sarebbe altresì opportuno che venissero fatti controlli seri relativamente alla vendita a privati di veleni e pesticidi: si vieta a chiunque di utilizzare in modo improprio, preparare, miscelare e abbandonare esche e bocconi avvelenati o contenenti sostanze tossiche o nocivi, è vietata, altresì, la detenzione, l’utilizzo e l’abbandono di qualsiasi alimento preparato in maniera tale da poter causare intossicazioni o lesioni al soggetto che lo ingerisce.

Il Sindaco ricevuta la segnalazione di sospetto avvelenamento DEVE disporre l’apertura di una indagine e provvede ad attivare le iniziative necessarie alla bonifica dell’area interessata nonché a segnalare l’area con un apposita cartellonistica, in caso di positività. Inoltre, presso ciascuna Prefettura viene attivato un tavolo di coordinamento per la gestione degli interventi da effettuare e per il monitoraggio del fenomeno.

Ulteriori indicazioni sono reperibili sul sito del Ministero del lavoro e delle politiche ambientali, dove vi sono anche consigli su come comportarsi in caso di avvelenamento.

lunedì 8 febbraio 2010

Gatti avvelenati a Borgo

Avvisiamo: allarme bocconi avvelenati in Via Lunar a Borgo. Vittime di questi gesti crudeli sarebbero i gatti.
Presto verrà aggiornata la mappa. La nostra associazione distribuirà i volantini di avviso (ripeto che tali volantini dovrebbero essere esposti dall'Amministrazione comunale per legge e non abbiate paura di segnalare loro questi casi!)


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lunedì 12 ottobre 2009

Bocconi avvelenati a San Rocco di Villazzano


da il Gruppo Bairo
9 OTTOBRE 2009
Bocconi avvelenati contro gli animali
di Marzia Bortolameotti
TRENTO. Bocconi avvelenati lanciati direttamente nel giardino preceduti da minacce anonime arrivate tramite lettere e telefonate. Questo è successo a delle famiglie residenti a San Rocco di Villazzano che hanno ritrovato nel proprio cortile delle palle di colore azzurro, una specie di «canederli» ricoperti di metaldeide, un veleno usato in agricoltura per le lumache. Bocconi destinati a cani e gatti. Asia, un incrocio di pastore maremmano di sei anni della famiglia Cestarolli, nei giorni scorsi ha ingerito i bocconi e ora è in gravissime condizioni dal veterinario in fin di vita, mentre il gatto delle famiglia è stato ritrovato morto sotto il letto. Dopo l’analisi del veterinario, che ha ritrovato nella pancia di Asia cinque palle avvelenate, è scattata la denuncia verso ignoti. «Mi sono svegliata e ho trovato il mio cane a terra in stato agonizzante con agitazione e spasmi muscolari - racconta Laura Cestarolli - abbiamo subito portato il cane dal veterinario che ha trovato nella sua pancia i bocconi avvelenati. Poi sono tornata a casa ho cercato il gatto e l’ho trovato morto sotto il letto. Adesso abbiamo spedito i bocconi a fare analizzare in azienda sanitaria». Il ritrovamento dei bocconi è stato preceduto da lettere anomine di questo tenore: «Il tuo cane dà fastidio e se non provvedi a tenerlo in casa, provvederemo noi a farlo definitivamente». Delle lettere scritte al computer e anche telefonate in dialetto trentino sempre con maniaccia. Ora la famiglia Cestarolli è molto affranta e ha appeso un avviso rivolto ai condomini mettendoli al corrente su questa situazione. Stessa cosa è successo al signor Lino Titta, residente sempre a San Rocco. Qualche giorno fa ha ritrovato nel suo giardino cinque bocconi avvelenati che ha conservato perché prima di fare la denuncia deve mandargli all’azienda sanitaria per analizzarli. Per fortuna i due cani, due lupi, non li hanno mangiati e si sono salvati. Ma l’anno scorso il signor Titta ha perso un altro cane, sempre un lupo a pelo lungo di nome Laika, perché ha ingerito dei bocconi avvelenati. A differenza del giugno scorso, questa volta però il signor Titta ha trovato in tempo le «polpette» ed è riuscito ad evitare il peggio. Ma è preoccupato perché secondo lui c’è qualcun che proprio odia gli animali. L’avvelenamento anche in questo caso era stato preceduto da lettere anonime che il signor Titta aveva ignorato ritenendo che fossero uno scherzo di cattivo gusto. In paese si sta a poco a poco diffondendo la paura di ritrovare questi bocconi avvelenati. L’anno scorso è stato avvelenato un altro cane, un dobermann adottato al canile, anche in questo caso l’animale aveva ingerito un boccone. Ora i proprietari del cane lo portano a passeggio solo con la museruola ed evitano determinate strade dove, si è sparsa la voce, potrebbero trovarsi altri bocconi.



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giovedì 1 ottobre 2009

Piccioni avvelenati a Strigno Valsugana.


Pubblico la mail inviataci da Annalisa e Claudio che ci informano di casi di avvelenamento a STRIGNO in Valsugana. Gli avvelenamenti riguarderebbero in questo caso i piccioni. Spesso malvisti e ritenuti portatori di malattie (nei luoghi di mare questo è purtroppo giudizio riguardante anche i gabbiani), il loro controllo demografico deve essere attuato dalle Amministrazioni comunali in maniera non cruenta. La crudele battaglia personale di qualche cittadino tramite l'uso di esche avvelenate, rimane reato penale. La crudeltà e gli episodi descritti in questa lettera ci lasciano sgomenti. Parleremo presto con Annalisa e Claudio per capire i metodi di intervento per la salvezza dei piccioni e credo che parleremo anche con il sindaco di Strigno. La mappa degli avvelenamenti sarà comunque aggiornata.

Ciao a tutti! ho visto che vi occupate (fra le altre mille cose) di casi di avvelenamento, per questo vi voglio raccontare quello che succede a Strigno in Valsugana per ciò che riguarda i piccioni.
All'inizio di settembre mi trovavo a Strigno con il mio compagno, durante la passeggiata mattutina con il nostro cagnolino Pepito abbiamo visto che in piazza dei santi c'erano alcuni piccioni morti. Guardando meglio abbiamo subito potuto accorgerci del fatto che ce n'erano molti altri agonizzanti.
Non sapendo a chi rivolgerci dato che siamo residenti lì solo da pochi mesi abbiamo chiamato la LIPU. Mi dispiace dover dire che non è servito a nulla dato che il volontario che ha fatto il sopralluogo aveva le mani legate dato che i piccioni sono "competenza del comune" [...].
Abbiamo raccolto queste povere bestie e dato che non si cavava un ragno dal buco, siamo partiti di corsa alla volta di Riva del Garda, dove conosciamo una persona che sa cosa fare in caso di avvelenamento.
Abbiamo portato con noi 6 piccioni moribondi e possiamo dire con una certa soddisfazione che sono riusciti a sopravvivere tutti e sei!
Per precauzione ci siamo fatti dire cosa avremmo dovuto fare nel caso ne avessimo trovati altri, per evitare altre corse pazze a riva del garda... tornati a Strigno abbiamo fatto un altro giro in piazza dei santi e dintorni e abbiamo raccolto altri 3 piccioni, li abbiamo portati a casa e curati come ci è stato detto, ne sono sopravvissuti due.
Parlando con dei ragazzini che vivono vicino alla piazza abbiam scoperto che ci sono stati tre episodi di avvelenamenti in due anni, ci dicevano che i piccioni cadono dalle grondaie dei tetti e poi rimangono a terra per ore in attesa della morte, a volte con le ali visibilmmente spezzate; questa storia ci è stata confermata da un signore che vive nei pressi.
Ci siamo rivolti ai carabinieri di Strigno per sporgere denuncia contro ignoti e devo assolutamente dire che il maresciallo che se ne è occupato ha mostrato la massima comprensione e il più totale interesse verso questo caso (altre volte mi è successo di sentirmi rispondere che forse non è il caso di sporgere denuncia per così futili motivi), ha chiamato un veterinario e ci ha chiesto se potevamo consegnargli un piccione morto per l'autopsia, poi, insieme al veterinario, ha fatto un sopralluogo in piazza.
Successivamente abbiamo trovato altri due piccioni, salvi tutti e due.
Una volta sicuri che stessero bene li abbiamo liberati [...].
Siamo quasi certi che l'infame che ha commesso questo gesto non verrà mai preso, ma non potevamo rimanere indifferenti di fronte a un tale gesto di crudeltà!
Vi ringraziamo per l'attenzione!
Annalisa e Claudio

Questo vale anche per il Trentino...

IL TEMPO

30 SETTEMBRE 2009

È boom di animali avvelenati

Tempi duri per i nostri amici a quattro zampe

Esche o bocconi avvelenati, abbandonati volontariamente in città come in campagna, sono sempre più spesso causa di morte di animali domestici e selvatici. Il fenomeno è in costante crescita. Secondi i dati dell'istituto Zooprofilattico delle regioni Lazio e Toscana, dal 2006 al 2008, solo nella nostra regione, il 78,4% dei casi sospetti di avvelenamento sono stati confermati dagli accertamenti di laboratorio; ciò vuol dire che su 699 animali analizzati, 548 sono stati trovati positivi. Il primato delle segnalazioni spetta a Roma con 342 casi sospetti, seguono Viterbo con 186, Rieti con 137, Frosinone e Latina con qualche decina di casi. «Vorrei ricordare – ha dichiarato il direttore generale dell'istituto, Renzo Brizioli – che questo atto di estrema inciviltà può mettere a repentaglio anche la vita delle persone, in particolar modo dei bambini, che accidentalmente possono venire a contatto con le esche lasciate fraudolentemente». Ner.Sto.

giovedì 24 settembre 2009

LAVIS: bocconi avvelenati nel parco dei bambini


Notizia tratta dal quotidiano Adige
LAVIS - Esche avvelenate, bocconi di carne che nascondono sostanze topicide e che domenica sera hanno causato la morte di un piccolo Schnauzer, la mascotte del bar Millenium a Lavis. È da settimane che in paese vengono ritrovati pezzi di polpette che contengono un potente veleno che fa paura sia ai proprietari dei cani che ai genitori: i bocconi infatti non sono stati ritrovati solo in via Lungo Avisio, dove di solito si porta a passeggiare il cane, ma anche nelle aree verdi frequentate dai più piccoli. Sono stati proprio alcuni bambini, una ventina di giorni fa, a consegnare al veterinario alcuni bocconi raccolti in via Peratoner; ieri dal servizio veterinario dell'azienda sanitaria è arrivato l'esito delle analisi con la conferma: quei pezzi di carne erano avvelenati. Le esche contenevano dicumarolo, ossia veleno per topi, un anticoagulante che porta alla morte delle bestiole e che può causare serie conseguenze ai bambini che per curiosità maneggiano i bocconI.


Ci è appena giunta NOTIZIA di un ennesimo caso di esche avvelenate a LAVIS, posto non nuovo a queste "metodiche". La nostra associazione scriverà all'Amministrazione comunale per far avviare una campagna di sensibilizzazione e di informazione delle zone colpite. Ci auguriamo, nel frattempo, che come da prassi, si sia sporto denuncia anche contro ignoti.
USARE ESCHE AVVELENATE E' UN REATO PENALE!
(la mappa è stata purtroppo aggiornata)




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sabato 19 settembre 2009

Bocconi avvelenati a TELVE Valsugana

Ci è appena giunta segnalazione di un ennesimo caso di avvelenamento di gatti a Telve Valsugana. La zona sembra essere la parte sud del paese già teatro di altri casi simili (l'anno scorso). La triste ripetitività degli eventi e di ciò che faremo come OIPA, credo sia già nota. Raccomando all'anonimo lettore, una volta ricevuto il certificato veterinario, di sporgere denuncia ai carabinieri.
USARE ESCHE AVVELENATE E' UN REATO PENALE!
(la mappa è stata purtroppo aggiornata)



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mercoledì 2 settembre 2009

Gatti avvelenati a Bieno tra Via Castello e Via Case Nuove

Riceviamo la segnalazione da una signora di Bieno. Due gatti sono spariti, il terzo, portato immediatamente dal veterinario, presentava ustioni alla bocca. Fortunatamente si è salvato.
La signora si è comportata nel modo più giusto. Allertati i carabinieri, sporgerà presto denuncia anche con il nostro appoggio. In mano ha la dichiarazione scritta del veterinario che non solo descrive la situazione del gatto ma ipotizza l'uso di esche avvelenate con qualche tipo di acido.
Avvertiremo il comune e apporremo i cartelli per segnalare che in zona sono presenti bocconi avvelenati. E chi sa che questa volta non vengano fuori anche dei sospetti...



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mercoledì 26 agosto 2009

LAVIS: ricominciamo con il bollettino di guerra (STOP BOCCONI AVVELENATI)


Giuro che ci avevo sperato...ho letto notizie di bocconi avvelenati e di vittime di questi comportamenti in tutta Italia ma lo schifo è ricominciato anche qui.
Domani aggiorneremo la mappa.
da il quotidiano Adige:


Bocconi avvelenati per cani ritrovati in strada da bambini.
13/08/2009 09:03
Bocconi avvelenati in Via Peratoner a Lavis. Ieri pomeriggio un gruppo di bambini ha trovato proprio in quella zona quattro pezzettoni di carne avvelenata. I bambini hanno consegnato quanto avevano raccolto al veterinario Stefano Bortolani , il quale ha spedito immediatamente il materiale al centro servizi di Trento cui si rivolgono i veterinari. «Purtroppo - ha spiegato Bortolani - i risultati delle analisi si avranno solamente fra venti giorni. Chi ha messo in giro i bocconi, non solo ha messo a rischio la vita degli animali, ma soprattutto anche quella dei bambini; di quelli stessi bambini che hanno fatto la triste scoperta». Questa situazione, ha spiegato sempre Bortolani, va avanti da giovedì scorso, quando sono stati trovati i primi bocconi. Carabinieri e vigili urbani sono al corrente della situazione.

venerdì 15 maggio 2009

Abbiamo incontrato l'associazione cacciatori


La settimana scorsa abbiamo incontrato, presso la sede di Federcaccia, il presidente dell’associazione dei cacciatori, Sandro Flaim.

L’incontro è stato all’insegna della collaborazione.

Non condividiamo i metodi dei cacciatori nel controllo della fauna selvatica, ma siamo costretti a rispettare quanto stabilito dalla vigente legislazione e, fino a quando la caccia sarà ritenuta legale, noi proveremo a stabilire un dialogo costruttivo. L’incontro, da noi richiesto, partiva dalla necessità di affrontare alcune problematiche specifiche che coinvolgono anche il mondo dei cacciatori:

  • spargimento di bocconi avvelenati

  • modifica delle condizioni di detenzione dei cani da caccia

  • abbandono di cani non validi per l’attività venatoria

  • segnalazione e recupero di animali randagi in aree boschive

  • contrasto alla pratica del bracconaggio

Riguardo allo spargimento dei bocconi avvelenati, siamo consapevoli che non sono solo i cacciatori ad attuare questa infame pratica, ma è indubbia la presenza di soggetti che utilizzano le esche avvelenate anche tra loro. Quello che chiediamo è che i membri dell’associazione si attivino nella segnalazione tempestiva e nella bonifica delle aree interessate dal fenomeno, quindi nell’isolare ed eventualmente denunciare quanti tra i loro colleghi sono coinvolti.

Nell’attività della caccia i cani sono compagni indispensabili; proprio per questo motivo si chiede che vengano rispettati e trattati in modo degno, secondo le regole dettate dalla legislazione. Per questo, abbiamo chiesto la collaborazione dei cacciatori nel contrasto alla maltenuta e al maltrattamento dei cani da caccia, assieme all’offerta, da parte nostra, di occuparci del ricollocamento dei cani che si dimostrano non idonei all’attività venatoria che, ancora oggi, spesso vengono abbandonati in montagna o uccisi.

La legge prevede che i cani randagi o vaganti debbano essere catturati e ospitati in strutture idonee; purtroppo spesso i cani lasciati liberi dai proprietari nei boschi, si perdono, nella maggiore parte dei casi questi cani spariscono per sempre; dietro queste sparizioni può esserci la mano di qualche cacciatore zelante che ritiene ancora di dover abbattere i randagi, oppure la semplice perdita della traccia da parte del cane. In entrambi i casi una sensibilizzazione nel settore cacciatori, affinché segnalino alle forze dell’ordine la presenza di cani vaganti o, meglio, li catturino loro stessi consegnandoli agli addetti, può aiutare a recuperare animali smarriti e salvaguardare la fauna selvatica

Ed infine l’argomento bracconaggio, pratica antica quanto la caccia e ancora molto radicata in diverse aree del trentino. Ai cacciatori si chiede di contrastare tale pratica, di isolare e denunciare i colleghi sleali che praticano il bracconaggio: cacciando fuori dai periodi consentiti, utilizzando sistemi vietati quali archetti, tagliole, reti per uccellagione ecc.

Il presidente dell’associazione si è dimostrato disponibile e già impegnato riguardo il contrasto al bracconaggio. Relativamente ai cani detenuti per la caccia, ha evidenziato come stia cambiando la mentalità e come sia incentivata dall’associazione stessa la pratica dell’addestramento e della selezione degli esemplari. Disponibilità è stata offerta per quanto riguarda gli animali vaganti, evidenziando comunque come spesso non si sappia a chi rivolgersi o chi di dovere non sia disponibile o reperibile.

Ora speriamo che si mantenga il rapporto e che i fatti supportino le parole.

Laura Srefancich, Vicepresidente OIPA Sez. Trento e Provincia



Avvelenamenti di gatti per allontanarli dagli orti seminati


Abbiamo chiesto informazioni ad una signora di Cinte Tesino che ha confermato gli avvelenamenti nella zona bassa del paese e anche a Castello Tesino. Ci sono state diverse denunce del caso ai carabinieri. Abbiamo mandato ad entrambi i comuni l'ordinanza contro i bocconi avvelenati della Martini.
Pare che gli avvelenamenti siano causati da bocconi messi negli orti, appena seminati, per evitare che i gatti vadano a scavare e fare i loro bisogni


mercoledì 13 maggio 2009

Gatti avvelenati a Cinte Tesino


Ci è pervenuta, purtroppo, l'ennesima segnalazione dell'avvelenamento di alcuni gatti a Cinte Tesino.
Non riusciamo ad essere molto precisi. La notizia ci arriva da un veterinario.
Sebbene infatti esista l'ordinanza contro i bocconi avvelenati, non sempre i veterinari si espongono nel tentativo di informare i cittadini.
Il veleno è probabilmente metaldeide per gli orti.
Sembra che i proprietari abbiano sporto denuncia, ora a noi il compito di avvisare il sindaco dei suoi doveri. 

La mappa verrà presto aggiornata. Con questo post, cogliamo l'occasione di avvertire, se ce ne fosse bisogno, i veterinari che sono obbligati sempre ad avvertire le forze dell'ordine e l'Amministrazione in caso di avvelenamento da bocconi.



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mercoledì 15 aprile 2009

Ritrovamento bocconi avvelenati a Montagnaga di Pinè


" Ho appreso questa sera da una signora del posto che al bordo di una strada di campagna, ha trovato un pezzo di carne avvolto in uno spago verde (forse per renderlo mimetico tra l'erba del ciglio della strada?) e che molto probabilmente si trattava di un boccone avvelenato. La signora mi ha detto che già tempo prima ne aveva trovato uno simile, nella stessa zona e che lo aveva raccolto e buttato, senza comunque sporgere nessuna denuncia.
Domani andrò personalmente ad avvisare dei fatti il comando forestale e i carabinieri.
 
PS: ho un cane anche io,[...] e ogni volta che esco per portarlo a spasso, devo farlo col cuore in gola per la paura dei bocconi perché purtroppo anche la mia zona ne è infestata;
 
La zona dove sono stati rinvenuti i bocconi avvelenati è a Montagnaga di Pinè nelle campagne e boschi conosciuti come "Tess" vicino alla località Bernardi e Valt.
Da segnalare anche come zona a rischio, Laghestel e Quarta Comparsa (già note per tristi eventi e con affisso un cartello di pericolo redatto dal sindaco Anesi)."
 
(segnalazione firmata)

Ringraziamo sinceramente per questa segnalazione; ci attiveremo per fare denuncia alle forze dell'ordine del luogo e avvisare l'Amministrazione.
Grande esempio di responsabilità che ci permette di consigliare, in caso di rinvenimento di bocconi, di avvisare la nostra associazione (numeri in alto a dx) o avvisare le guardie forestali che sono tenute all'analisi del campione. Il tutto anche alla luce dei cambiamenti dell'ordinanza sui bocconi che, ce ne rendiamo conto, è palesemente piena di contraddizioni ma è comunque uno strumento legislativo.
Ci fa piacere venire inoltre a conoscenza che il sindaco Anesi si sia in altri casi attivato per segnalare le zone colpite. Un esempio da seguire. Finalmente!
Domani, purtroppo, il triste rito dell' aggiornamento della mappa.
GRAZIE ANCORA.



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martedì 7 aprile 2009

Telve e i casi di avvelenamento da bocconi.

Animali ammazzati con la stricnina
05/04/2009 10:09
TELVE - In questi ultimi tempi, a Telve Valsugana, i cani sono stati protagonisti di storie tutt'altro che felici. La sequenza iniziò a gennaio, quando furono ritrovati alcuni esemplari da guardia agonizzanti nei cortili delle abitazioni, per continuare a marzo quando questi amici dell'uomo sarebbero stati incolpati di aver sgozzato diversi ungulati che frequentavano la parte montagnosa a nord del paese di Telve. Una storia triste, anche questa non ancora conclusa: proprio in questi ultimi giorni sono state ritrovate sul versante verso Scurelle, una decina di carcasse di caprioli e cervi ormai in stato di avanzata decomposizione. Per loro però è difficile stabilire se la causa di morte sia dovuta alla ferocia di altri cani oppure alla fame, visto che a causa delle abbondanti nevicate c'è stata mancanza di cibo. In questi giorni è arrivata la conferma che i cani, trovati morti o agonizzanti a gennaio, sarebbero stati avvelenati con della stricnina per opera di qualche mano maligna.
Ricordiamo i fatti. All'inizio dell'anno in soli tre giorni ben cinque cani da guardia erano stati avvelenati nei pressi di alcune abitazioni della località Viapiana, ai Masi di Telve. Le famiglie prese di mira erano state quelle di Guido Trentinaglia, Mario Dalsasso e Franco Battisti. La famiglia di quest'ultimo in particolare era stata la più colpita, con l'avvelenamento di tutti i suoi tre bastardini. Tre esemplari, gioia dei figli. I cani delle famiglie Trentinaglia e Dalsasso invece erano stati trovati agonizzanti, ma morirono poco dopo nonostante il pronto intervento del veterinario, il dottor Sperandio, di Ivano Fracena. Inutile sottolineare il dispiacere provato dalle famiglie colpite, alle quali non restava altro che presentare denuncia alla stazione dei carabinieri di Borgo Valsugana. I militari avevano subito aperto le indagini, alla ricerca dell'autore di questi gesti. Ma ogni ricerca è risultata finora senza risposta. «Si tratta sicuramente di gente del posto», si sente dire in paese.
Appare poco probabile che si tratti dell'opera di cacciatori. Ciò che all'epoca aveva preoccupato la gente di Masi, come aveva detto Guido Trentinaglia e la moglie Flora, era la presenza di bambini all'interno delle famiglie. Se ingerite, anche parzialmente, quelle palline di carne, contaminate con il veleno, avrebbero causato la morte dei ragazzini.
Mario Pacher
da l' "Adige"

Modificata l'ordinanza sulle sche avvelenate

ANMVI OGGI

6 APRILE 2009

 

ESCHE AVVELENATE, MODIFICATA L’ORDINANZA

 

E' stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale l' Ordinanza 19 marzo 2009, che modifica le "Norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati" (Ordinanza del 18 dicembre 2008). Il provvedimento ravvisa l'opportunità di intervenire sulle disposizioni a carico del medico veterinario e fornisce indicazioni sulle modalità di invio delle spoglie di animali deceduti per avvelenamento o dei campioni. La necessità di apportare alcune  modifiche alla prima Ordinanza era stata suggerita dall'Anmvi, allo scopo di allineare il provvedimento alle norme in materia di gestione dei rifiuti speciali e di indirizzare il testo verso una maggiore applicabilità ed efficacia. Sparisce l'obbligo di immediata segnalazione per i casi di avvelenamento di cui il medico veterinario "viene a conoscenza", fermo restando l'obbligo nel caso in cui sia emessa "diagnosi di sospetto avvelenamento". Quanto alle spoglie di animali deceduti per avvelenamento e ai campioni da essi prelevati, si precisa che l'invio "avviene per il tramite delle ASL competenti per il territorio o delle ditte convenzionate con le predette ASL".Il nuovo testo, inoltre, integra la composizione del Tavolo di coordinamento presso ciascuna Prefettura con la presenza di un medico veterinario libero professionista nominato dall'Ordine veterinario provinciale. Proprio in virtù del ruolo assegnato al medico veterinario libero professionista e per il suo contatto diretto con il territorio e l'utenza, l'Anmvi aveva suggerito di integrare il Tavolo di coordinamento con la figura di un libero professionista, ai fini del coordinamento della gestione degli interventi e per il monitoraggio del fenomeno.Vengono inoltre fornite maggiori indicazioni in merito alle procedure autorizzative per i prodotti fitosanitari, sostanze pericolose e presidi medico-chirurgici.Nei giorni scorsi il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini ha scritto ai Prefetti per richiamarli ad una pronta applicazione delle misure di contrasto al fenomeno degli avvelenamenti e per la rapida istituzione del Tavolo di coordinamento con le Forze dell'ordine e gli Enti interessati. La finalità è la salvaguardia e l'incolumità delle persone, degli animali e dell'ambiente. La presenza di bocconi o esche contenti veleni o sostanze nocive "costituisce un grave rischio per la salute dell'uomo, degli animali e dell'ambiente".

L'articolo 2 relativo ai compiti del medico veterinario risulta così riformulato:
1. Il medico veterinario che, sulla base di una sintomatologia conclamata, emette diagnosi di sospetto di avvelenamento di un esemplare di specie animale domestica o selvatica, deve darne immediata comunicazione al sindaco e al Servizio veterinario della Azienda sanitaria locale territorialmente competente.
2. In caso di decesso dell'animale il medico veterinario deve inviare le spoglie e ogni altro campione utile all'identificazione del veleno o della sostanza che ne ha provocato la morte all'Istituto zooprofilattico sperimentale competente per territorio, accompagnati da referto anamnestico, al fine di indirizzare la ricerca analitica. L'invio di spoglie di animali deceduti per avvelenamento e campioni da essi prelevati, avviene per il tramite delle ASL competenti per il territorio o delle ditte convenzionate con le predette ASL. A seguito di episodi ripetuti, ascrivibili alle stesse circostanze di avvelenamento confermato dall'Istituto zooprofilattico sperimentale, il medico veterinario, ove ritenga, puo' emettere diagnosi autonoma, senza l'ausilio di ulteriori analisi di laboratorio.

sabato 28 marzo 2009

Maya muore a Folgaria per i bocconi avvelenati.

Un altro triste caso di avvelenamento da bocconi. Di nuovo nella zona di Folgaria già toccata da certi eventi (indicato anche nell'articolo dell'Adige).
Maya, incrocio pincher, muore per bocconi alla stricnina e lascia i suoi padroni nel dolore.
Domani il triste aggiornamento della mappa, l'invio delle informazione a "Veneto contro i bocconi avvelenati", la lettere al Sindaco nell'ennesima speranza che faccia fede alla recente disposizione, lettera all'associazione cacciatori Trentini (alla quale chiediamo per l'ennesima volta un incontro).
Noi continuiamo.

domenica 15 marzo 2009

La legge provinciale sulla caccia n.24/91

Quindi ecco a voi, ciò che la legge sulla caccia prevede in caso di esche avvelenate e sull'uso dei cani da caccia:

[...]


art. 38. altri divieti
 "q) usare munizione spezzata nella caccia agli ungulati; usare armi da sparo munite di silenziatore o imposte con scatto provocato dalla preda; usare esche o bocconi avvelenati, salva diversa disposizione della giunta provinciale;"
art. 46. sanzioni
e)
"la sanzione amministrativa da lire 150.000 a lire 900.000 per chi esercita la caccia con mezzi non consentiti; in caso di recidiva la sanzione amministrativa da lire 300.000 a lire 1.800.000 e la sospensione della licenza fino a un anno; in caso di ulteriore recidiva la sanzione amministrativa da lire 600.000 a lire 3.600.000 e la revoca della licenza;"
art. 49. ritiro e sospensione del permesso annuale e del permesso d'ospite annuale per l'esercizio della caccia
1 .
nei casi previsti dalle lettere b), c), d), e), f), g), ed h) del comma uno dell'art. 46, il dirigente del servizio faunistico può disporre il ritiro cautelare del permesso annuale o del permesso d'ospite annuale, con effetto immediato, fino alla definizione del procedimento amministrativo o del giudizio di opposizione. il ritiro cautelare è disposto con provvedimento motivato, tenuto conto delle specifiche osservazioni che l'interessato potrà formulare entro il termine di dieci giorni dalla contestazione dell'infrazione.
Ti riporto anche l'articolo 37 relativo ai cani, Orsi è un dilettante in confronto a Dellai.
art. 37. norme per i cani
1 .
è fatto divieto di lasciare vagare senza controllo, al di fuori degli abitati, i cani di qualsiasi razza.
2 . i cani vaganti di cui al comma primo devono essere possibilmente catturati dagli agenti di vigilanza per essere consegnati ai legittimi proprietari o possessori; gli stessi possono essere abbattuti, qualora risultino pericolosi per l'uomo o arrechino reale danno alla selvaggina e sempre che non sia stata possibile la cattura o il riconoscimento.
3 . le disposizioni di cui ai commi primo e secondo non si applicano in caso di impiego di cani, riconosciuti idonei allo scopo, per il recupero della selvaggina ferita. per lo svolgimento di addestramenti e gare in zone diverse da quelle istituite ai sensi dell'articolo 6, lettera e), nonché per l'accertamento dello stato della fauna selvatica o per altre iniziative o circostanze, è necessaria l'autorizzazione del comitato faunistico provinciale che potrà altresì stabilire ulteriori modalità di impiego.
4 . i cani da guardia delle abitazioni e del bestiame non devono essere lasciati incustoditi a più di 200 metri dall'abitazione o dal bestiame medesimo.
5 . per quanto applicabili, le norme del presente articolo valgono anche per gli animali domestici inselvatichiti.