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giovedì 16 aprile 2009

Noi ci chiamiamo fuori.

Venerdì 26 settembre 2008 si sono riunite a Rovereto, presso la sede dell'ENPA, le associazioni animaliste con l'intento di costituire un coordinamento provinciale delle associazioni di settore che sostenga e sia portavoce, davanti ai politici, delle richieste congiunte del mondo animalista.”

L’8 Aprile 2009 i rappresentanti dell’OIPA sezione trentina hanno presentato le dimissioni dal direttivo del CAT e si sono dichiarati non più disponibili ad appartenere a tale coordinamento. Eravamo entusiasti di questa realtà, volevamo essere artefici dell’unione delle associazioni animaliste. Il CAT avrebbe potuto fare la differenza in una provincia dove la sensibilità verso il mondo animale è relegata al ruolo di hobby. Ci credevamo, ma…

Ogni associazione manterrà la sua totale autonomia di ideali e di impegno, [...]”

La realtà è sempre diversa dal sogno e così, giorno dopo giorno, l’entusiasmo si è smarrito lasciando l’amarezza di un risveglio repentino. Non vogliamo parlare di intromissioni sgradite o di prevaricazione, non vogliamo additare alcuno, solo ci chiamiamo fuori, riprendiamo la nostra autonomia, ritorniamo nel grigiore, là dove gli animali hanno bisogno di un aiuto e lasciamo la dialettica e la notorietà a chi sa amministrarle.


giovedì 1 gennaio 2009

Il CAT (coordinamento animalisti trentini) si muove per aiutare gli ungulati in difficoltà

Ciao a tutti,
per opportuna notizia informo che oggi (24 dicembre 2008) è stato inviato alle redazione dei giornali  L'Adige ed Alto Adige l'allegato articolo riguardante il nostro intervento presso l'associazione cacciatori trentini per chiedere un aiuto nel rifocillare gli ungolati  messi a dura prova per la grandissima nevicata. A dire il vero ci eravamo prima di tutto rivolti al servizio faunistico senza ottenere nessun risultato, mentre l'associazione cacciatori ha risposto positivamente alla nostra richiesta.
Nel rinnovarvi ancora gli auguri di buone feste invio un caloroso saluto
Antonio RUSSI Segretario CAT

lunedì 27 ottobre 2008

Otto domande ai candidati alla presidenza della provincia

Gli animali non possono votare. Però anche loro hanno dei diritti che adesso il Cat, Coordinamento Associazioni Animaliste, ha deciso di tutelare. In che modo? Chiedendo ai sei candidati alla presidenza della Provincia di farsi carico di questa massa silenziosa, e pelosa, che rientra nella categoria delle bestiole domestiche o, come si dice in gergo tecnico, d'affezione.
Alle otto domande indirizzate a Lorenzo Dellai, Sergio Divina, Remo Andreolli, Gianfranco Valduga, Agostino Catalano e Nerio Giovanazzi solo quest'ultimo non ha risposto. Gli altri, invece, in un modo o nell'altro hanno deciso di farsi carico di questi esseri non votanti ma preziosi come tutti gli amici.
Agli aspiranti governatori, tra l'altro, il Cat ha offerto il proprio appoggio nell'elaborare leggi ad hoc e, ovviamente, nel farle rispettare. Non solo, le nove associazioni che formano il cartello hanno pure promesso un serrato controllo ad elezioni avvenute, in modo da verificare di persona il mantenimento delle promesse.
I cinque candidati che hanno aderito all'iniziativa, poi, hanno promesso impegno per gli animali anche in caso di sconfitta e dunque di una legislatura passata all'opposizione.


Si impegna a far approvare una legga di tutela degli animali entro dodici mesi dall'insediamento? Tutti hanno confermato il proprio impegno. Andreolli (Democratici per il Trentino), tra l'altro, è l'unico che ha inserito un apposito articolo nel proprio programma elettorale, dunque assolutamente avanti rispetto al questionario.
È disponibile a scorporare dai finanziamenti che arrivano ai Comuni le somme relative agli animali d'affezione e ai randagi e che tali somme siano inserite in un apposito capitolato blindato con verifica delle movimentazioni da parte del Cat? Risposta affermativa anche in questo caso con un solo distinguo: Catalano (La Sinistra) non sa se ciò sia possibile. È comunque disponibile a far confluire nel fondo i proventi delle multe per maltrattamenti di animali.
Nelle aree di caccia dove si verifica bracconaggio o si trovino armi vietate (compresi bocconi avvelenati), è disponibile a sospendere la caccia per almeno una stagione venatoria? Si sono dichiarati d'accordo solo Valduga (Pdci) e Andreolli. Gli altri, invece, hanno espresso contrarietà con identica motivazione: non è giusto punire tutti i cacciatori per colpa di alcuni.
È disponibile a inserire gli equini negli animali d'affezione con le relative tutele? In tre si sono trovati d'accordo: Valduga, Catalano e Andreolli. Dellai e Divina, invece, sono contrari in quanto i cavalli vengono anche utilizzati per l'alimentazione umana.
Ci saranno sanzioni per i Comuni che non rispettano la legge di tutela? In questo caso tutti sulla stessa linea e pronti a far pagare multe salate agli enti pubblici che disattendono i regolamenti.
Istituirà un tribunale per i diritti degli animali? Anche in questo caso la maggioranza la pensa allo stesso modo. Unica voce fuori dal coro quella di Lorenzo Dellai: «La sua istituzione deve essere discussa nell'ambito della legge provinciale per la tutela degli animali».
È disponibile a verificare e garantire l'applicazione di leggi relative agli animali da allevamento e da reddito? Tutti sulla stessa lunghezza d'onda tranne Sergio Divina che ha preferito non rispondere alla domanda.
Si impegna a vietare il possesso di bestiole a chi sia stato condannato per delitti contro il sentimento per gli animali? Valduga e Andreolli hanno risposto affermativamente; Divina, invece, non è d'accordo e pure Catalano, per il quale a chiunque va riconosciuto il diritto di riabilitazione; Dellai, infine, ha promesso che si farà carico di una proposta di legge di iniziativa popolare.

Nicola Guarnieri - L'ADIGE-
22/10/2008

lunedì 6 ottobre 2008

Nasce il CAT -Coordinamento Animalisti Trentini-


Venerdì 26 Settembre 2008

Venerdì 26 settembre 2008 si sono riunite a Rovereto, presso la sede dell'ENPA, le associazioni animaliste con l'intento di costituire un coordinamento provinciale delle associazioni di settore che sostenga e sia portavoce, davanti ai politici, delle richieste congiunte del mondo animalista. L'appartenenza al CAT (Coordinamento Animalisti Trentini) è riservata ad associazioni riconosciute, che svolgono attività di puro volontariato; sono esclusi gruppi di persone isolati (di questo ci rammarichiamo e invitiamo tutti a costituirsi in associazioni) e gruppi il cui intento è di ottenere visibilità per svolgere attività diverse dal volontariato, come, ad esempio, istruttori di pet terapy, educatori cinofili, allevatori ecc...

Ogni associazione manterrà la sua totale autonomia di ideali e di impegno, mentre si unirà nelle richieste comuni, prima tra tutte, il varo di una legge a protezione dei diritti degli animali. Attualmente l'attenzione è posta sul disegno di legge Bombarda che, pur non accogliendo il pieno consenso di tutte le associazioni, risponde egregiamente ad una carenza legislativa pluriennale che ha causato e causa difficoltà, a volte insormontabili, a quanti si prodigano per ottenere trattamenti più consoni all'etologia delle diverse specie di animali d'affezione e non. Tra le prime mosse del CAT, ci sarà l'incontro, almeno la richiesta, con i diversi capigruppo delle coalizioni politiche che si sfideranno il 26 Ottobre prossimo.
Laura

Istituita la consulta provinciale in materia di tutela degli animali.


da il TRENTINO
4 OTTOBRE 2008

Stop al randagismo, c'è la consulta per la tutela degli animali

TRENTO.

È stata istituita la consulta provinciale in materia di tutela degli animali dalla giunta provinciale. La consulta ha lo scopo di promuovere il rispetto della vita animale, la difesa del suo habitat, nonché iniziative di formazione in materia. Saranno anche proposte idee per la prevenzione del fenomeno del randagismo, la predisposizione di pareri o schemi di regolamento, la consulenza in materia di tutela degli animali a favore di Provincia ed enti locali. La consulta sarà composta dall’assessore provinciale con delega in materia, il dirigente della struttura competente in materia di animali da affezione, il direttore dell’Unità operativa igiene e sanità pubblica veterinaria dell’azienda sanitaria, il presidente dell’ordine dei veterinari e cinque componenti designati dalle associazioni animaliste e protezioniste, tre componenti designati dal Consiglio delle automomie locali. Le associazioni animaliste sono tenute a comunicare il loro interesse entro 60 giorni dalla data del provvedimento. La consulta è nominata per la durata della legislatura, si riunisce almeno due volte all’anno e i suoi componenti svolgono l’attività a titolo gratuito. Le modalità operative saranno stabilite con l’apposito regolamento interno. Sono oltre 43 mila i cani con micro chip dell’anagrafe canina che in poche ore possono essere restituiti al proprietario e grazie a questa consulta anche maggiormente tutelati.