
"Spero di poter far capire alla gente quanto gli animali siano indifesi, dipendenti da noi e fiduciosi. Gli animali sono un nostro obbligo, una responsabilità che non possiamo negare, ne violare esercitando la crudeltà" James Herriot
venerdì 12 febbraio 2010
Trappole per uccellini e per la felicità dei cacciatori

lunedì 11 gennaio 2010
Hanno ucciso un cane con un fucile a palla (da il quotidiano Adige)

giovedì 5 novembre 2009
Altro bracconiere colto in flagranza.

venerdì 15 maggio 2009
Abbiamo incontrato l'associazione cacciatori

L’incontro è stato all’insegna della collaborazione.
Non condividiamo i metodi dei cacciatori nel controllo della fauna selvatica, ma siamo costretti a rispettare quanto stabilito dalla vigente legislazione e, fino a quando la caccia sarà ritenuta legale, noi proveremo a stabilire un dialogo costruttivo. L’incontro, da noi richiesto, partiva dalla necessità di affrontare alcune problematiche specifiche che coinvolgono anche il mondo dei cacciatori:
spargimento di bocconi avvelenati
modifica delle condizioni di detenzione dei cani da caccia
abbandono di cani non validi per l’attività venatoria
segnalazione e recupero di animali randagi in aree boschive
contrasto alla pratica del bracconaggio
Riguardo allo spargimento dei bocconi avvelenati, siamo consapevoli che non sono solo i cacciatori ad attuare questa infame pratica, ma è indubbia la presenza di soggetti che utilizzano le esche avvelenate anche tra loro. Quello che chiediamo è che i membri dell’associazione si attivino nella segnalazione tempestiva e nella bonifica delle aree interessate dal fenomeno, quindi nell’isolare ed eventualmente denunciare quanti tra i loro colleghi sono coinvolti.
Nell’attività della caccia i cani sono compagni indispensabili; proprio per questo motivo si chiede che vengano rispettati e trattati in modo degno, secondo le regole dettate dalla legislazione. Per questo, abbiamo chiesto la collaborazione dei cacciatori nel contrasto alla maltenuta e al maltrattamento dei cani da caccia, assieme all’offerta, da parte nostra, di occuparci del ricollocamento dei cani che si dimostrano non idonei all’attività venatoria che, ancora oggi, spesso vengono abbandonati in montagna o uccisi.
La legge prevede che i cani randagi o vaganti debbano essere catturati e ospitati in strutture idonee; purtroppo spesso i cani lasciati liberi dai proprietari nei boschi, si perdono, nella maggiore parte dei casi questi cani spariscono per sempre; dietro queste sparizioni può esserci la mano di qualche cacciatore zelante che ritiene ancora di dover abbattere i randagi, oppure la semplice perdita della traccia da parte del cane. In entrambi i casi una sensibilizzazione nel settore cacciatori, affinché segnalino alle forze dell’ordine la presenza di cani vaganti o, meglio, li catturino loro stessi consegnandoli agli addetti, può aiutare a recuperare animali smarriti e salvaguardare la fauna selvatica
Ed infine l’argomento bracconaggio, pratica antica quanto la caccia e ancora molto radicata in diverse aree del trentino. Ai cacciatori si chiede di contrastare tale pratica, di isolare e denunciare i colleghi sleali che praticano il bracconaggio: cacciando fuori dai periodi consentiti, utilizzando sistemi vietati quali archetti, tagliole, reti per uccellagione ecc.
Il presidente dell’associazione si è dimostrato disponibile e già impegnato riguardo il contrasto al bracconaggio. Relativamente ai cani detenuti per la caccia, ha evidenziato come stia cambiando la mentalità e come sia incentivata dall’associazione stessa la pratica dell’addestramento e della selezione degli esemplari. Disponibilità è stata offerta per quanto riguarda gli animali vaganti, evidenziando comunque come spesso non si sappia a chi rivolgersi o chi di dovere non sia disponibile o reperibile.
Ora speriamo che si mantenga il rapporto e che i fatti supportino le parole.
Laura Srefancich, Vicepresidente OIPA Sez. Trento e Provincia
martedì 14 aprile 2009
La LAC del Veneto ci invia il volantino illustrato contro la nuova legge sulla caccia.

mercoledì 18 marzo 2009
venerdì 27 febbraio 2009
Contro il disegno di legge a firma del senatore Orsi in materia di caccia:e ora salviamoci anche dai cacciatori sedicenni.
vi scrivo questa importante email per informarvi (alcuni di voi ne sono gia a conoscenza) che presso la 13^ Commissione permanente Territorio, Ambiente e Beni Ambientali del Senato della Repubblica è in discussione il Disegno di legge a firma del Senatore Franco Orsi (PDL) in materia di caccia. Il DDL, di iniziativa di un'altro Senatore, Domenico Benedetti Valentini (PDL), è una lista di orrori senza fine.
La finalità di questo DDL è modificare, se cancellare del tutto, la Legge 157/92 (Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio ): l'unica legge che tutela direttamente la fauna selvatica nel nostro Paese. In pratica sta per essere fatta a pezzi.
Non vorrei troppo dilungarmi, anche perchè la materia è molto complessa, ma cercherò di sintetizzare al massimo gli obbrobri di questo disegno orrendo.
Tra le novità, si fa per dire, sparisce l'interesse della comunità nazionale e internazionale per la tutela della fauna; scompare la definizione di specie superprotetta (gli orsi, i lupi, i fenicotteri ecc. non godranno più di quella protezione prevista dalle normative europee); si apre la caccia lungo le rotte di migrazione che incentiverà il bracconaggio; totale liberalizzazione dei richiami vivi (gli uccelli tenuti in gabbie per addescare altri uccelli); 700mila imbalsatori; l'ISPRA rischia di essere soppressa a beneficio di istituti regionali che potranno rilasciare pareri in materie di rilevanza nazionale e internazionale, cosa che mortificherà la ricerca scientifica; si apre la caccia nei parchi a specie non cacciabbili; non si potrà proteggere più del 30% del territorio altrimenti si verrà puniti (incredibile ma varo!); liberalizzato lo sterminio di lupi, orsi, cervi, cani e gatti vaganti (i sindaci avranno pieni poteri di adottare abbattimenti ed eradicazioni di quegli animali che recano semplicemente fastidio!!); ridotta la vigilaza venatoria; caccia con neve e ghiaccio; cancellata l'ENPA dal comitato della 157, storica associazione animalista d'Italia, e tanto, tanto altro...
A cio ne è conseguito che 4 giorni fa (domenica 22 febbraio 2009) ho aperto un gruppo specifico su Facebook (il famoso social network) dopo una email ricevuta dall'amico Enzo Cripezzi che legge e ringrazio. Il gruppo si chiama Contro il Disegno di legge del Sen. Franco Orsi - NO alla caccia selvaggia! . Bene, in 4 giorni al gruppo si sono iscritti 12.000 cittadini ed è tutt'ora in crescita. Non sto a raccontarvi i tanti messaggi di ringraziamento ricevuti da tutta Italia, ma queste cose fanno bene all'animo e all'anima, nonchè al nostro spirito figlio della madre terra.
Abbiamo stilato un documento che in questi giorni tutti e 25 Senatori della 13^ Commissione al Senato stanno ricevendo via email..una valanga di email!!
Presto usciremo anche con un comunicato stampa del gruppo, gruppo che non sarei riuscito a gestire da solo. Infatti mi stanno molto aiutando Daniela Casprini, Irene del Prato e Fiore Macchi che leggono e che ringrazio di cuore.
Vito L'Erario
dali_a@posta.senato.it; bruno_f@posta.senato.it; monti_c@posta.senato.it; deluca_v@posta.senato.it; fluttero_a@posta.senato.it; alicata_b@posta.senato.it; bonino_e@posta.senato.it; chiti_v@posta.senato.it; coronella_g@posta.senato.it ; dellaseta_r@posta.senato.it ; dellutri_m@posta.senato.it; digilio_e@posta.senato.it; gallone_m@posta.senato.it; leoni_g@posta.senato.it; mazzuconi_d@posta.senato.it ; molinari_c@posta.senato.it; nania_d@posta.senato.it; nessa_p@posta.senato.it; oliva_v@posta.senato.it; orsi_f@posta.senato.it; peterlini_o@posta.senato.it ; russo_g@posta.senato.it; soliani_a@posta.senato.it; viceconte_g@posta.senato.it ; zanda_l@posta.senato.it
RICHIAMAT
l’art. 1 della Dichiarazione universale sui Diritti dell’Animale (Parigi, 15 ottobre 1978 sede dell’UNESCO) che recita testualmente: “Tutti gli animali nascono uguali davanti alla vita e hanno gli stessi diritti all’esistenza”,
la Direttiva Habitat 92/43/CEE “relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatica”,
CONSIDERATO CHE
la legge 157/1992 è l’unica legge che tutela direttamente la fauna selvatica nel nostro Paese;
scompare l’interesse della comunità nazionale e internazionale per la tutela della fauna;
scompare la definizione di specie superprotette: animali come il Lupo, l’Orso, le aquile, i fenicotteri, i cigni, le cicogne e tanti altri, in Italia non godranno più delle particolari protezioni previste dalla normativa comunitaria e internazionale;
si apre la caccia lungo le rotte di migrazione: un fatto che arrecherà grande disturbo e incentiverà il bracconaggio, in aree molto importanti per il delicatissimo viaggio e la sosta degli uccelli migratori;
la totale liberalizzazione dei richiami vivi con la possibilità di detenerne e utilizzarne un numero illimitato;
viene mortificata la ricerca scientifica: l’autorità scientifica di riferimento per lo Stato (l’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, oggi ISPRA) rischia di essere completamente sostituta da istituti regionali che rilasceranno pareri su materie di rilevanza nazionale e comunitaria;
la creazione di istituti regionali renderà potenzialmente impossibile effettuare studi, ricerche e individuazione di standard uniformi sul territorio nazionale;
si apre la caccia nei parchi a specie non cacciabili: la formulazione del Testo Orsi rende possibile la caccia in deroga (cioè la caccia alle specie non cacciabili) addirittura nei Parchi e nelle altre aree protette;
saranno punite le regioni che proteggono oltre il 30% del territorio regionale: chi protegge "troppa" natura sarà punito;
è prevista la licenza di caccia a 16 anni;
viene liberalizzato lo sterminio di lupi, orsi, cervi, cani e gatti vaganti: i sindaci assumono poteri di autorizzare interventi di abbattimenti e eradicazione degli animali, in barba alle più elementari norme europee;
viene consentito emanare leggi regionali per cacciare specie non cacciabili;
viene consentito cacciare con neve e ghiaccio: in momenti di grandi difficoltà per gli animali a reperire cibo, rifugio, calore;
vi sarà un ritorno all’utilizzo degli uccelli come zimbelli;
viene ridotta la vigilanza venatoria: le guardie ecologiche e zoofile non potranno più svolgere vigilanza nonostante l’Italia è il Paese con il tasso di bracconaggio più alto d’Europa;
viene cancellato l’Ente Nazionale Protezione Animali dal Comitato tecnico nazionale: le associazioni ambientaliste presenti nel Comitato sulla 157 saranno ridotte da quattro a tre. L’ENPA, storica associazione animalista italiana, viene del tutto estromessa;
PRESO ATTO
che l’Italia pur avendo rispettato l’obbligo di comunicare le necessarie norme di recepimento della Direttiva Habitat 92/43/CEE, ha inviato testi con gravi lacune che limitano la gamma di progetti potenzialmente pericolosi soggetti alle misure di salvaguardia della Rete Natura 2000;
che la Commissione Europea ha inviato all’Italia un parere motivato per violazione ed errato recepimento della Direttiva 79/409/CEE sugli uccelli selvatici con procedura 2006/2131;
che la Commissione Europea ha messo in mora l’Italia per cattiva applicazione e disapplicazione della Direttiva 79/409/CEE art. 9 sulla caccia in deroga alle specie protette a fine febbraio nella legge regionale della Sardegna 2004, con procedura 2004/4242;
che la Corte di Giustizia Europea ha condannato l’Italia in quanto la Regione Liguria ha adottato e applicato una normativa che autorizza deroghe al regime di protezione degli uccelli selvatici senza rispettare le condizioni stabilite all’art.9 della direttiva del Consiglio 2 aprile 1979, 79/409/CEE (legge 34/2001);
che la Corte di Giustizia Europea aveva emesso un ordinanza, con la quale obbligava l’Italia a sospendere la legge della Regione Liguria in materia di deroghe all’attività venatoria (legge 36/2006) con relativa violazione della Direttiva 79/409/CEE – Procedura 2006/4043, Sentenza C-503/06;
che la Corte di Giustizia Europea si è pronunciata con specifica sentenza in materia di “conservazione degli uccelli selvatici - Direttiva 79/409/CEE - deroghe la regime di protezione”, stabiliva che agli Stati membri, indipendentemente dalla ripartizione interna delle competenze determinata dall’ordinamento giuridico nazionale, di garantire, nell’adottare le misure di trasposizione di tale disposizione, che, in tutti i casi di applicazione della deroga ivi prevista e per tutte le specie protette, i prelievi venatori autorizzati non superino un tetto - da determinarsi in base a dati scientifici rigorosi - conforme alla limitazione, imposta da tale disposizione, dei detti prelievi a piccole quantità. Procedimento C-60/05 del 8 giugno 2006;
che la Corte di Giustizia Europea è intervenuta contro la Repubblica portoghese per non aver rispettato gli obblighi dell’art.4, n.1, della direttiva 2 aprile 1979, 79/409/CEE, concernente la conservazione degli uccelli selvatici in area protetta. Sentenza -13 luglio 2006 - Causa C-191/05;
che la Corte Costituzionale con sentenza 4 luglio 2008, n.250 ha dichiarato incostituzionale la legge della Regione Lombardia in materia di caccia, che prevedeva un sistema di deroga ordinario, in contrasto con la normativa comunitaria (art. 9 della Direttiva Direttiva 79/409/CEE) e con gli standard minimi ed uniformi di tutela della fauna;
CHIEDE
Luogo e Data
Firma
(mettere qui il proprio nome e cognome)
domenica 25 gennaio 2009
Cormorani nella lista rossa del cites

giovedì 1 gennaio 2009
Il CAT (coordinamento animalisti trentini) si muove per aiutare gli ungulati in difficoltà
martedì 23 dicembre 2008
Nelle riserve dell'alto Bellunese, la caccia è sospesa.
21 DICEMBRE 2008
Caccia sospesa nelle riserve
BELLUNO. Comelico, Pieve di Cadore, Cortina: continua la sospensione della caccia nelle riserve dell’Alto Bellunese, in seguito al maltempo delle settimane scorse. Ieri, infatti, alla scadenza della disposizione d’emergenza emessa dalla Provincia di Belluno che aveva chiuso temporaneamente la caccia per la troppa neve, i presidenti delle riserve, in base alla delega concessagli da palazzo Piloni, hanno deciso di prorogare lo stop. Un’interruzione momentanea per venire in aiuto soprattutto ai caprioli, la specie degli ungulati più colpita dalle forti nevicate. L’eccezionalità meteorologica, infatti, aveva messo in serie difficoltà questi animali dalla stazza esile, incapaci di muoversi tra i metri di neve fresca. La polizia provinciale sta monitorando la situazione. «Attualmente non abbiamo segnalazioni di particolari stati di sofferenza», dice la guardia Franco De Bon, «anche se il capriolo, rispetto al camoscio o al cervo, è più delicato. Ha infatti bisogno di cibo più sostanzioso e nutriente per sopravvivere. Non può, tanto per capirsi, mangiare le erbe secche come fa il muflone». Sono stati comunque, momenti e giorni difficili per gli animali di montagna. [...] A San Vito di Cadore sono stati aperti ben 20 punti di alimentazione. E se i primi giorni la situazione era davvero drammatica, adesso, dopo le piogge e il freddo, la bianca coltre si è consolidata. In questo modo anche i caprioli potranno muoversi e cercare un salice o qualche altra pianta da cui trarre nutrimento.
lunedì 17 novembre 2008
Basta omertà tra i cacciatori! STOP a tutta la caccia quando c'è il bracconaggio.

TRENTINO
15 NOVEMBRE 2008
Rapaci impallinati, è emergenza
Chiara Girardi
TRENTO. L’aquila reale impallinata a Canale di Tenno non ce l’ha fatta. Trovata ferita il 7 novembre, è morta nel fine settimana nel Centro di Recupero Avifauna selvatica regionale a Trento. Abbiamo parlato con Sergio Merz, responsabile del Centro, dal 2007 in località San Rocco di Villazzano, per commentare la vicenda. Sono frequenti i rapaci impallinati da cacciatori? Sì. In questo periodo c’è una vera e propria emergenza. A volte invece si feriscono sbattendo da qualche parte ma spesso nel corso della radiografia si vede che sono stati anche impallinati. Come si soccorre un uccello ferito? Dipende dalla specie, ma in generale si devono mettere in una scatola con dei fori per l’aria. Non si deve assolutamente somministrare loro nulla, nessun tipo di cibo visto che non se ne conosce il problema. Il passo successivo è chiamare il Cras (0461 931481; cell. 3402491886; 3402424237, attivo dalle 08 alle 20 ogni giorno) oppure i forestali. Cosa si deve fare se si incontra un piccolo che vola male? Il 50% dei nidiacei andavano lasciati dov’erano. Siccome non sono ancora in grado di volare bene, sono alimentati a terra dai genitori. Devono essere raccolti solo se sono davvero in pericolo, ad esempio se sono su una strada. Dei rapaci notturni spesso siamo in grado di ritrovare i nidi e li riportiamo lì. Gli altri invece li dobbiamo allevare. Come vengono curati gli uccelli al Cras? Vengono subito portati dal veterinario che, dopo le radiografie, fa la diagnosi e prescrive la terapia. Gli animali vengono quindi portati al Centro di Recupero. In base alle menomazioni, alle ferite o alle fratture, somministriamo gli antibiotici e i medicinali prescritti o li teniamo in uno spazio ristretto se hanno fratture da consolidare. Dopo la permanenza, di durata variabile, nella stanza di degenza, è il momento della stanza di riabilitazione al volo. Qui i volatili restano una settimana nel tunnel di volo, di 24 metri di lunghezza e 3,5 di larghezza. E’ uno dei tunnel più grandi d’Italia ed è ideale per riabilitare anche aquile e rapaci. In quale percentuale e dove vengono liberati gli uccelli? Dei 400 uccelli che ospitiamo all’anno, il 45-50% viene liberato. Gli altri, soggetti non recuperati, sono utilizzati nelle attività didattiche. Alcuni invece muoiono o vengono soppressi tramite l’eutanasia. Le specie sedentarie vengono liberate nel luogo del ritrovamento, soprattutto nel periodo dell’accoppiamento perché potrebbero far parte di una coppia e lì vicino potrebbe esserci un nido e dei piccoli. Gli esemplari giovani invece possono essere liberati anche lontano dal luogo del ritrovamento. Organizzate laboratori didattici? Sì, momenti di educazione ambientale e di etologia ma non si vedono gli animali. Per vedere gli animali bisogna andare allo zoo! Noi prediligiamo il benessere degli animali e non li vogliamo stressare troppo. Per questo non facciamo molta pubblicità al Centro e non vogliamo riprese televisive, se non al momento della liberazione. Tornando all’aquila impallinata... C’è stato tanto clamore ma iniziative legislative zero. Non si può accettare che venga impallinato un esemplare di una specie protetta e non succeda nulla. Come Lipu proporremo di chiudere la caccia dove si verificano grandi episodi di bracconaggio. C’è una specie di omertà. I cacciatori sanno chi sono i responsabili e tacciono. Dovrebbero invece isolare queste mele marce.
giovedì 13 novembre 2008
La battaglia da imitare contro i bocconi avvelenati.
Responsabile: D.ssa Annunziatella Gasparini
Tel.:06/59945289-5397 mail:ufficiostampa@sanita.it
Lungotevere Ripa,1- 00153 Roma
Comunicato stampa 10 novembre 2008
Ministero del Lavoro, della Salute
e delle Politiche Sociali
UFFICIO STAMPA
Martini: bocconi killer, giro di vite del Governo "Barbarie verso i cani e grave attentato alla salute pubblica, urgente stanare i responsabili"
In riferimento alla sempre più pressante necessità di contrastare la diffusione nell'ambiente di esche o bocconi contenenti sostanze nocive o veleni finalizzati all'uccisione di cani, e sovente utilizzati anche durante la stagione venatoria, il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini ha oggi sottolineato il gravissimo danno che viene perpetrato attraverso questo reato penale nei confronti degli animali e dell'ambiente, oltre a rappresentare un vero attentato anche alla salute pubblica soprattutto per l'alto rischio a cui espone i bambini che dovessero entrare in contatto con esse.
A tal fine il Sottosegretario Martini ha tenuto oggi a Verona, presso la Provincia, un vertice con istituzioni pubbliche, associazionismo e Corpi dello Stato coinvolti nella tutela del territorio.
Il Sottosegretario ha dichiarato: "Ritengo necessario emanare in tempi brevissimi un'ordinanza che rafforzi il quadro normativo atto a tutelare la salute pubblica salvaguardando l'incolumità delle persone, degli animali e dell'ambiente dallo
spargimento di esche contenenti sostanze nocive o bocconi avvelenati. I capisaldi del provvedimento riguarderanno: l'obbligo da parte del padrone o del responsabile dell'animale nonché da parte delle pubbliche istituzioni in caso di fauna selvatica di denunciare l'avvelenamento o il rinvenimento delle esche; il pieno coinvolgimento della veterinaria e degli Istituti zoo-profilattici sperimentali ai fini dell'espletamento delle analisi sulle esche; l'obbligo di bonifica dell'area contaminata attraverso la sua delimitazione oltre a un giro di vite teso a un corretto utilizzo e catalogazione di sostanze purtroppo utilizzate a fine illegale.
Responsabile: D.ssa Annunziatella Gasparini
Tel.:06/59945289-5397 mail:ufficiostampa@sanita.it
Lungotevere Ripa,1- 00153 Roma
lunedì 27 ottobre 2008
Cormorani e la risposta della LIPU alle nostre domande

la nostra associazione Oipa Sezione Trento e Provincia, si è accorta da qualche tempo di quanto sia sentito il problema dei cormorani per la salvaguardia della fauna ittica dei laghi sia in Trentino che nel Bellunese.
Già nell'anno 2005-2006 si parlava di un necessario quanto urgente censimento e controllo della popolazione di questi uccelli tramite l'allontanamento con mezzi dissuasori associati ad abbattimenti.
Scriviamo questa mail perché abbiamo più volte dovuto dubitare della necessità di certi interventi nel nostro territorio (non riguardanti ovviamente solo i cormorani), interventi dove la protezione dell'ambiente naturale è stato un escamotage per la “salvaguardia” delle categorie di cacciatori e pescatori.
L'abbattimento dei cormorani viene trattato sottovoce quasi fosse assolutamente fuori controllo (vedi il lago di Busche in provincia di Belluno che sappiamo essere punto di osservazione proprio della Lipu).
Nella speranza che possiate darci qualche informazione aggiuntiva, Vi ringraziamo porgendoVi i nostri distinti saluti.
Buon Giorno
Il comitato faunistico, assenti per protesta i rappresentanti delle associazioni ambientaliste, ha deliberato l'abbattimento di 30 esemplari di Cormorano a scopo dissuasivo e per accontentare i pescatori che hanno identificato erroneamente il Cormorano come causa della carenza di pesce.
Chiaramente un capro espiatorio non veritiero, ma quanto basta per far tacere gli iscritti all'associazione pescatori. I cacciatori comunque non si sono tirati indietro e hanno votato la proposta.
Come sempre invece che affrontare il problema della mancanza d'acqua nei torrenti ed i flussi irregolari di portata o l'inquinamento, si uccidono specie che in fin dei conti si devono pur alimentare, non con 400-500 grammi pubblicizzati dai giornali ma con 250 grammi di pesce giornaliero. L'azione dell'abbattimento non influirà minimamente sulla popolazione di pesce, ma influirà sulla popolazione di Cormorani che sono cacciati in deroga alle specie previste dalla legge provinciale 24/1991 e dalla legge nazionale sulla fauna 157/1992.
Cordiali saluti
Il delegato LIPU Merz Sergio
Precisazione sempre del delegato LIPU di Trento: abbiamo protestato " [...] perché nella stessa seduta è stato approvato l'apertura del Roccolo che fornisce uccelli da richiamo ai cacciatori. Non volevamo avallare con la nostra presenza tale decisione in quanto i nostri 4 voti contrari non potevano contare nulla contro i 14 a favore".


