venerdì 27 febbraio 2009

Contro il disegno di legge a firma del senatore Orsi in materia di caccia:e ora salviamoci anche dai cacciatori sedicenni.

Carissime, e carissimi,

vi scrivo questa importante email per informarvi (alcuni di voi ne sono gia a conoscenza) che presso la 13^ Commissione permanente Territorio, Ambiente e Beni Ambientali del Senato della Repubblica è in discussione il Disegno di legge a firma del Senatore Franco Orsi (PDL) in materia di caccia. Il DDL, di iniziativa di un'altro Senatore, Domenico Benedetti Valentini (PDL), è una lista di orrori senza fine.
La finalità di questo DDL è modificare, se cancellare del tutto, la Legge 157/92 (Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio ): l'unica legge che tutela direttamente la fauna selvatica nel nostro Paese. In pratica sta per essere fatta a pezzi.
Non vorrei troppo dilungarmi, anche perchè la materia è molto complessa, ma cercherò di sintetizzare al massimo gli obbrobri di questo disegno orrendo.
Tra le novità, si fa per dire, sparisce l'interesse della comunità nazionale e internazionale per la tutela della fauna; scompare la definizione di specie superprotetta (gli orsi, i lupi, i fenicotteri ecc. non godranno più di quella protezione prevista dalle normative europee); si apre la caccia lungo le rotte di migrazione che incentiverà il bracconaggio; totale liberalizzazione dei richiami vivi (gli uccelli tenuti in gabbie per addescare altri uccelli); 700mila imbalsatori; l'ISPRA rischia di essere soppressa a beneficio di istituti regionali che potranno rilasciare pareri in materie di rilevanza nazionale e internazionale, cosa che mortificherà la ricerca scientifica; si apre la caccia nei parchi a specie non cacciabbili; non si potrà proteggere più del 30% del territorio altrimenti si verrà puniti (incredibile ma varo!); liberalizzato lo sterminio di lupi, orsi, cervi, cani e gatti vaganti (i sindaci avranno pieni poteri di adottare abbattimenti ed eradicazioni di quegli animali che recano semplicemente fastidio!!); ridotta la vigilaza venatoria; caccia con neve e ghiaccio; cancellata l'ENPA dal comitato della 157, storica associazione animalista d'Italia, e tanto, tanto altro...
A cio ne è conseguito che 4 giorni fa (domenica 22 febbraio 2009) ho aperto un gruppo specifico su Facebook (il famoso social network) dopo una email ricevuta dall'amico Enzo Cripezzi che legge e ringrazio. Il gruppo si chiama
Contro il Disegno di legge del Sen. Franco Orsi - NO alla caccia selvaggia! . Bene, in 4 giorni al gruppo si sono iscritti 12.000 cittadini ed è tutt'ora in crescita. Non sto a raccontarvi i tanti messaggi di ringraziamento ricevuti da tutta Italia, ma queste cose fanno bene all'animo e all'anima, nonchè al nostro spirito figlio della madre terra.
Abbiamo stilato un documento che in questi giorni tutti e 25 Senatori della 13^ Commissione al Senato stanno ricevendo via email..una valanga di email!!
Presto usciremo anche con un comunicato stampa del gruppo, gruppo che non sarei riuscito a gestire da solo. Infatti mi stanno molto aiutando Daniela Casprini, Irene del Prato e Fiore Macchi che leggono e che ringrazio di cuore.
Grazie a quanti sosterranno questa ennesima battaglia.
Vito L'Erario
 
 
 
13ª Commissione permanente (Territorio, ambiente, beni ambientali) XVI Legislatura SENATO DELLA REPUBBLICA ITALIANA
OGGETTO: Nuova disciplina per l'esercizio dell'attività venatoria e per la protezione della fauna selvatica.
 
Il/la sottoscritto/a, cittadino/a della Repubblica Italiana, con riferimento al Disegno di legge d’iniziativa del Senatore Benedetti Valentini comunicato alla presidenza della 13 ª Commissione permanente il 18 settembre 2008 recante l’abrogazione della Legge 11 febbraio 1992, n.157 e nuova disciplina dell’attività venatoria, di cui firmatario il Senatore Franco Orsi,
RICHIAMAT
il comma 1 dell’art.21 della Costituzione Italiana “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”,
l’art. 1 della Dichiarazione universale sui Diritti dell’Animale (Parigi, 15 ottobre 1978 sede dell’UNESCO) che recita testualmente: “Tutti gli animali nascono uguali davanti alla vita e hanno gli stessi diritti all’esistenza”,
la Direttiva Habitat 92/43/CEE “relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatica”,
CONSIDERATO CHE
la legge 157/1992 è l’unica legge che tutela direttamente la fauna selvatica nel nostro Paese;
scompare l’interesse della comunità nazionale e internazionale per la tutela della fauna;
scompare la definizione di specie superprotette: animali come il Lupo, l’Orso, le aquile, i fenicotteri, i cigni, le cicogne e tanti altri, in Italia non godranno più delle particolari protezioni previste dalla normativa comunitaria e internazionale;
si apre la caccia lungo le rotte di migrazione: un fatto che arrecherà grande disturbo e incentiverà il bracconaggio, in aree molto importanti per il delicatissimo viaggio e la sosta degli uccelli migratori;
la totale liberalizzazione dei richiami vivi con la possibilità di detenerne e utilizzarne un numero illimitato;
viene mortificata la ricerca scientifica: l’autorità scientifica di riferimento per lo Stato (l’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, oggi ISPRA) rischia di essere completamente sostituta da istituti regionali che rilasceranno pareri su materie di rilevanza nazionale e comunitaria;
la creazione di istituti regionali renderà potenzialmente impossibile effettuare studi, ricerche e individuazione di standard uniformi sul territorio nazionale;
si apre la caccia nei parchi a specie non cacciabili: la formulazione del Testo Orsi rende possibile la caccia in deroga (cioè la caccia alle specie non cacciabili) addirittura nei Parchi e nelle altre aree protette;
saranno punite le regioni che proteggono oltre il 30% del territorio regionale: chi protegge "troppa" natura sarà punito;
è prevista la licenza di caccia a 16 anni;
viene liberalizzato lo sterminio di lupi, orsi, cervi, cani e gatti vaganti: i sindaci assumono poteri di autorizzare interventi di abbattimenti e eradicazione degli animali, in barba alle più elementari norme europee;
viene consentito emanare leggi regionali per cacciare specie non cacciabili;
viene consentito cacciare con neve e ghiaccio: in momenti di grandi difficoltà per gli animali a reperire cibo, rifugio, calore;
vi sarà un ritorno all’utilizzo degli uccelli come zimbelli;
viene ridotta la vigilanza venatoria: le guardie ecologiche e zoofile non potranno più svolgere vigilanza nonostante l’Italia è il Paese con il tasso di bracconaggio più alto d’Europa;
viene cancellato l’Ente Nazionale Protezione Animali dal Comitato tecnico nazionale: le associazioni ambientaliste presenti nel Comitato sulla 157 saranno ridotte da quattro a tre. L’ENPA, storica associazione animalista italiana, viene del tutto estromessa;
PRESO ATTO
che l’Italia pur avendo rispettato l’obbligo di comunicare le necessarie norme di recepimento della Direttiva Habitat 92/43/CEE, ha inviato testi con gravi lacune che limitano la gamma di progetti potenzialmente pericolosi soggetti alle misure di salvaguardia della Rete Natura 2000;
che la Commissione Europea ha inviato all’Italia un parere motivato per violazione ed errato recepimento della Direttiva 79/409/CEE sugli uccelli selvatici con procedura 2006/2131;
che la Commissione Europea ha messo in mora l’Italia per cattiva applicazione e disapplicazione della Direttiva 79/409/CEE art. 9 sulla caccia in deroga alle specie protette a fine febbraio nella legge regionale della Sardegna 2004, con procedura 2004/4242;
che la Corte di Giustizia Europea ha condannato l’Italia in quanto la Regione Liguria ha adottato e applicato una normativa che autorizza deroghe al regime di protezione degli uccelli selvatici senza rispettare le condizioni stabilite all’art.9 della direttiva del Consiglio 2 aprile 1979, 79/409/CEE (legge 34/2001);
che la Corte di Giustizia Europea aveva emesso un ordinanza, con la quale obbligava l’Italia a sospendere la legge della Regione Liguria in materia di deroghe all’attività venatoria (legge 36/2006) con relativa violazione della Direttiva 79/409/CEE – Procedura 2006/4043, Sentenza C-503/06;
che la Corte di Giustizia Europea si è pronunciata con specifica sentenza in materia di “conservazione degli uccelli selvatici - Direttiva 79/409/CEE - deroghe la regime di protezione”, stabiliva che agli Stati membri, indipendentemente dalla ripartizione interna delle competenze determinata dall’ordinamento giuridico nazionale, di garantire, nell’adottare le misure di trasposizione di tale disposizione, che, in tutti i casi di applicazione della deroga ivi prevista e per tutte le specie protette, i prelievi venatori autorizzati non superino un tetto - da determinarsi in base a dati scientifici rigorosi - conforme alla limitazione, imposta da tale disposizione, dei detti prelievi a piccole quantità. Procedimento C-60/05 del 8 giugno 2006;
che la Corte di Giustizia Europea è intervenuta contro la Repubblica portoghese per non aver rispettato gli obblighi dell’art.4, n.1, della direttiva 2 aprile 1979, 79/409/CEE, concernente la conservazione degli uccelli selvatici in area protetta. Sentenza -13 luglio 2006 - Causa C-191/05;
che la Corte Costituzionale con sentenza 4 luglio 2008, n.250 ha dichiarato incostituzionale la legge della Regione Lombardia in materia di caccia, che prevedeva un sistema di deroga ordinario, in contrasto con la normativa comunitaria (art. 9 della Direttiva Direttiva 79/409/CEE) e con gli standard minimi ed uniformi di tutela della fauna;
CHIEDE
Il ritiro immediato del Disegno di legge del Senatore Franco Orsi, in quanto esso rappresenta un provvedimento anticostituzionale, contraddice le normative comunitarie in materia di protezione della fauna e le normative comunitarie in materia di deroghe alla caccia.
Distinti saluti
Luogo e Data
Firma
(mettere qui il proprio nome e cognome)  

Bocconi avvelenati al lago di Levico.


Una strage. Fate un po' voi. Non andate più a Levico. Questo è il consiglio che a caldo mi viene da fare.
Bocconi avvelenati sono stati ritrovati al parco delle Terme (di competenza della provincia), al parco di fronte alle terme comunali e adesso anche al lago (competenza del comune), dove per un soffio si è salvata una cagnolina.
Il fatalismo della gente trentina non ci aiuta. Non mi aiuta a sopportare una tale situazione.
Ieri abbiamo parlato con l'Assessore Benedetti del comune di Levico. Sempre gentile si è però messo sulla difensiva dicendoci che trova impossibile segnalare in tutto il territorio i bocconi avvelenati.
Non è questo che ovviamente chiediamo. Certo che la segnalazione dei parchi e del lago mi sembra ovvia e urgente. Anche perché sono zone altamente frequentate anche dai bambini. Sembra sia necessario in Italia arrivare sempre a casi gravissimi prima che si faccia veramente qualchecosa.
Il bucolico trentino...
Come sempre nessuno ha sporto denuncia, nessuno ha fatto una telefonata ai carbinieri, ai vigili, al comune...
grazie come sempre

Annuale strage di rospi sulla strada provinciale che collega Levico e Pergine


Questa è la lettera che abbiamo inviato al Dirigente Generale del dipartimento lavori pubblici, trasporti e reti della provincia di Trento.  Auspichiamo questa volta uno sforzo per porre almeno una segnaletica che avvisi del pericolo. Sappiamo che comunque non servirà da deterrente per tutti quelli che si divertono a schiacciare questi anfibi con l'auto.
La stessa richiesta è stata inoltrata anche al WWF del Trentino Alto Adige.
Attendiamo risposta.

Alla cortese attenzione del Dirigente Generale Dipartimento Lavori Pubblici, Trasporti e Reti della Provincia di Trento

Egregio dott. DE COL

ad un anno circa dalla nostra prima segnalazione, OIPA Sezione Trento e Provincia vuole riportare la sua attenzione sulla strage di rospi e rane che avviene ogni anno in primavera lungo la strada provinciale che congiunge l'abitato di Levico Terme con quello di Pergine: SP228.

Prendendo esempio da altre realtà a noi vicine (alleghiamo immagine), auspichiamo un pronto intervento per impedire che tutto ciò riaccada anche quest'anno.

Data l'oggettiva difficoltà nel creare degli appositi corridoi per permettere agli anfibi di migrare verso il lago di Levico (difficoltà, ovviamente, in ogni caso superabile), chiediamo repentinamente una segnaletica atta ad avvertire gli utenti della strada del possibile pericolo. A lato della provinciale verso Tenna, anche se in modo minore, vi è lo stesso problema.

La ringrazio anticipatamente ricordandole che non è raro vedere vere e proprie gare per uccidere più rospi.

Distinti saluti

Ufficio Stampa OIPA Sezione Trento e Provinciale


mercoledì 25 febbraio 2009

le doppiette cacceranno per squadre ( dal quotidiano il TRENTINO)

TRENTINO

23 FEBBRAIO 2009

 

Le doppiette cacceranno per squadre

 

PERGINE (TN). Sempre più restrizioni per i sempre meno cacciatori della «riserva» di Pergine guidata dal «rettore Diego Pintarelli. Nel corso dell’annuale assemblea svoltasi ieri nella sala comunale del Centro servizi, una lunga discussione è emersa sulle nuove modalità per la caccia al capriolo in particolare. E’ prevalsa la caccia a squadre. Circa ottanta i presenti ai lavori. «La precedente stagione venatoria - ha detto il presidente - era stata caratterizzata da penalizzazione».  Una penalizzazione subita per lo sforamento del numero dei capi assegnati. Quest’anno l’’assegnazione dovrebbe aggirarsi sui 22 capi maschi e altrettanti capi femmina (e piccoli). Sono saempre pochi rispetto ai 150 cacciatori di pergine, ma non tutti prediligono questo tipo di caccia.  Da qui la necessità di predisporre nuove modalità visto che non è più possibile un’uscita generale. Il direttivo ha raccolto una serie di possibilità, sottoponendole a discussione. Diego Pintarelli le ha illustrate in sintesi: posticipare di una settimana l’inizio della caccia; limitare la caccia a tre giorni della settimana; assegnare i capi per estrazione e quindi caccia nominativa; effettuare le uscite a squadre; dividere i cacciatori tra quelli che vanno a palla (caprioli e ungulati in genere) e a piuma.  «Tutte le modalità - ha detto Pintarelli - contengono delle controindicazioni e aspetti negativi». Come direttivo le proposte finali sono state quelle relative alla caccia nominativa con estrazione tra i cacciatori, e quella a squadre.  E’ stata anche data lettura di una proposta avanzata da un gruppo di cacciatori: ciascuno deve scegliere all’inizio di stagione se cacciare a palla o con cane da ferma. E’ stata su questo la prima votazione (appena 12 voti favorevoli). L’assemblea si è poi praticamente divisa sulla caccia «nominativa» e «a squadre» con molti elementi a favore e contro. Con distinte votazioni è prevalsa quella «a squadre» anche se con uno scarto non evidente. A favore hanno giocato alcuni fattori: possibili rapporti di amicizia e socializzazione, caccia tutti gli anni (in teoria), mentre quella «nominativa» avverrebbe ogni tre anni.  Resta inteso che per partecipare ala squadra occorre collaborare nei censimenti (almeno 2 su 3), nell’allestire le mangiatoie in quota e nel foraggiare gli animali. Tra l’altro, è emerso che l’Uso civico di pergine ha assegnato 6 metricubi di legname per la costruzione di mangiatoie. Tra gli abbattimenti: 6 volpi, 16 lepri, 42 beccacce, 860 fagiani, 343 ghiandaie, 3.375 tordi, 1756 cesene, 3.203 merli.  Superato lo scoglio del metodo di cacciare il capriolo, i lavori hanno affrontato i bilanci e le quote dell’Associazione Cacciatori Trentini. Invariate rispetto al 2008, ma con un cotributo di 8 euro o 2 euro a seconda che il cacciatore abbia il cane. Invariate invece le quote 2009 per l’Unione Cacciatori del Trentino. 

Ventimila euro l'anno della provincia per un roccolo


Ieri sull'Adige, una mia personale scoperta.
La provincia darebbe annualmente ventimila euro l'anno per far gestire ai cacciatori un roccolo nei pressi di San Michele.
Il roccolo è una trappola primitiva e crudele che serve per catturare uccelli da richiamo. Molti muoiono subito, altri muoiono dopo nelle cantine dei cacciatori per stress e perché tenuti al buio. Inoltre questa trappola non fa differenza e decine di specie ne sono indiscriminatamente vittime. Trecento uccelli l'anno. 
Pan-Eppa e Lipu stanno facendo "guerra" alla provincia che però ha dato mandato ai suoi legali per resistere contro il ricorso delle associazioni.

Se volete sapere di più sul roccolo, primitiva tecnica di cattura, "sfogliatevi" questi pagine.



Cara Levico, quasi quasi ti sto lontana...( cittadini maleducati!)


Visualizzazione ingrandita della mappa






Purtroppo, qualche giorno fa, abbiamo parlato di un caso di avvelenamento da bocconi avvenuto a Levico Terme: i bocconi sono stati sparsi con ogni probabilità nel Parco delle Terme. Il caso è stato seguito da un veterinario ma non sono state possibili le indagini (ovviamente credo conti l'esperienza del veterinario indipendentemente da ciò che è scritto nell'ordinanza - che è in rete nel nostro sito-) e i padroni non hanno sporto denuncia contro ignoti.
Noi abbiamo avvertito i Carabinieri del luogo che hanno promesso di informare l'amministrazione del Comune.
Risultato: niente, nessun cartello di segnalazione.
Ieri vengo a sapere, per caso, che bocconi si troverebbero o si sarebbero ritrovati anche nel parco di fronte alle Terme comunali. 
Ringraziamo come sempre l'Amministrazione del comune di Levico Terme che domani sentiremo di persona. Porteremo anche il breve dossier che abbiamo dato al sottosegretario alla salute Martini. Speriamo lo leggano.
Sappiamo già che una delle risposte è che l'individuo-delinquente avvelenatore si sia vendicato di tutti quei padroni che non raccolgono mai le deiezioni dei propri cani. Effettivamente tutta Levico è uno schifo! Non trovo altri termini. Quindi prego i signori padroni di darsi una svegliata anche in questo senso. Educazione! Così magari non avranno più niente da reclamare, perché è una delle scuse dietro cui si trincerano per non fare mai niente. Come non aggiungere altri distributori di sacchetti. Distributori che abbiamo richiesto, ricevendo in cambio risposta che già avevano provato a fare una cosa del genere ma che non è cambiato niente.
Che l'Amministrazione creda che chi lorda sentieri e marciapiedi non sia un loro concittadino?


domenica 22 febbraio 2009

A Verona: il numero verde contro i bocconi avvelenati

L'ARENA GIORNALE DI VERONA
22 FEBBRAIO 2009
 
LA STRAGE DEGLI ANIMALI. Il ministero della salute e la Provincia lanciano una nuova campagna e mettono a disposizione un recapito per incentivare le segnalazioni
Polpette killer, c’è il numero verde
Chiamando l’800344000 si mette in moto la macchina dei controlli: contro le esche al veleno sarà decisivo il ruolo dei sindaci
 
FRANCESCA MARTINI
 
Provincia di  Verona - Nella guerra ai «bocconi killer» è nato il numero verde per le denunce: 800 344 000. Questo recapito telefonico è attivo 24 ore su 24, servirà a raccogliere le segnalazioni e metterà in moto la macchina degli accertamenti e della repressione. Lo ha presentato ieri, nella sede della Provincia, l’assessore all’Ecologia Luca Coletto.
Saranno proprio le segnalazioni dei cittadini ad attivare il Corpo Forestale dello Stato (presente con il commissario capo Susanna Manfrin e alcuni agenti del Corpo) e la Polizia provinciale (intervenuta con il referente Marco Morbiolo). La Provincia, che con l’assessore Maria Luisa Tezza già quattro anni fa si era fatta carico del problema delle esche al veleno, ha anche messo in rete (www.provincia.vr.it) un vademecum dedicato al fenomeno e alle norme d comportamento da adottare in caso di avvelenamento. A detenere il triste primato in termine di diffusione della pratica e di animali colpiti, stando alla mappatura della Provincia, è l’Est veronese e le «aree dove c’è attività venatoria intensa o contesa», ha detto Coletto. Lo confermano i casi recenti di Illasi e la morte sospetta di alcune volpi a Cattignano di San Giovanni Ilarione.Si tratta però di un’emergenza nazionale e lo attesta l’ordinanza contro i bocconi (diventata legge il 17 gennaio scorso) a cui il sottosegretario alla salute Francesca Martini aveva iniziato a lavorare proprio a Verona. C’era anche lei, in Provincia, per confermare una volta di più la necessità di fermare questi atti criminali (parole di Martini, Coletto e del vice presidente della Provincia Antonio Pastorello). «Denunciare ciò che è un reato è un obbligo per tutti, ora anche per i sindaci che sono chiamati a farsi carico, entro 48 ore, della delimitazione e bonifica delle aree interessate dal fenomeno». E se chi confeziona e sparge bocconi al veleno rischia le sanzioni previste dal codice penale, che succede ai sindaci inadempienti? «Sta qui la forza delle associazioni animaliste (presenti in massa ieri, ndr) che avranno il compito di vigilare e denunciare i sindaci che omettano atti d’ufficio». I costi di tabellazione e bonifica ricadranno sui Comuni, ma quelli per lo svolgimento delle analisi obbligatorie per legge su bocconi o carcasse di animali? «Pagherà tutto lo Stato, attraverso le Ulss e gli Istituti zooprofilattici».
Più attenzione, più repressione, più indizi, più prove da girare alla magistratura per chiudere il cerchio attorno ai responsabili di reati che potenzialmente sono un pericolo per la salute umana (perché le sostanze killer entrano nella catena alimentare) «e che colpiscono anche la fauna selvatica imponendo tutela anche per le aree di caccia».
«Il dito è sempre puntato contro i cacciatori, ma spesso le vittime siamo proprio noi. Nessuno pensa mai che i bocconi magari li butta qualcuno che non vuole i cacciatori tra i piedi», ha osservato Alessandro Salvelli, membro del consiglio dei veterinari veronesi (presente con Graziano Galbero e Fabrizio Cestaro) ma anche della Federcaccia veronese.Per fermare la strage l’ordinanza Martini impone l’aggiunta di sostanze amaricanti ai veleni più usati ma nel testo non sono indicati i tempi di adeguamento da parte delle ditte produttrici. Nazionale sarà infine il numero verde che la Martini farà attivare col vademecum già presente sul sito del ministero della Salute, locale la campagna di sensibilizzazione che, su proposta dell’Aidaa, dovrebbe coinvolgere l’Istituto professionale San Zeno con il patrocinio della Provincia. E per non frequentare aree colpite basta mettere in rete le informazioni che si hanno: www.venetocontroibocconi.it o
williammonachini@yahoo.it.

Treviso e l'allarme melamina

INIZIATIVA
20 FEBBRAIO 2009

A Treviso scoppia l’allarme melamina: crocchette adulterate uccidono tre cani

Scritto da Guido Petrangeli

La piaga della melamima killer inizia a fare vittime anche nel nostro paese. Dopo l’epidemia scoppiata a settembre in Cina, che ha portato alla morte di migliaia di bambini allattati con latte adulterato, è di qualche giorno fa la notizia di una contaminazione da melamima avvenuta nella regione veneto. La storia riguarda una signora di San Fior, un comune della provincia di Treviso, che si è vista morire in maniera inspiegabile tre dei suoi amati cani.
La misteriosa morte degli animali ha spinto la donna ad una accurata indagine sulla loro fine: i resti dei cani sono stati infatti sottoposti ad autopsia e a specifiche analisi chimiche sul cibo da loro assunto. Dopo una serie di accertamenti si è avuta una notizia che in pochi si aspettavano e che ha destato preoccupazione tra medici e veterinari: nel cibo dei cani è stata riscontrata melamina in una quantità 560 volte superiore al consentito. Le analisi sono state svolte dall' Istituto Zooprofilattico di Torino, competente per l'intero territorio del Nord Italia, concentrandosi su una nota azienda lombarda produttrice di cibo per cani. Le informazioni dell' Istituto Zooprofilattico di Torino si sono legate quindi ai dati sulle autopsie effettuate dall’ Istituto Zooprofilattico di Treviso e sono state trasmesse all'ULSS 7. Il passo successivo è stato quello di inviare dati e analisi all'Assessorato alla Sanità della Regione del Veneto e al Ministero della Salute. Una volta appurata la causa del decesso dei tre animali ad opera del cibo adulterato con melamina resterebbe da scoprire l’incidenza di questa contaminazione. Il problema, però, riguarda gli alti costi delle analisi e le relative lungaggini che potrebbero scoraggiare padroni “meno amorevoli” della signora di San Fior. A mobilitarsi per far luce su questa vicenda è stata la “Lega Abolizione Caccia - LAC” del Veneto che si sta attivando, presso le istituzioni, per verificare le cause e l'entità del fenomeno di contaminazione da melamina e se gli ingredienti utilizzati nei cibi per animali sono stati importati dalla Cina. Andrea Zanoni presidente della LAC del Veneto ha dichiarato: "Abbiamo comunicato alla signora la nostra disponibilità di costituirci parte civile nel prevedibile processo contro l'azienda che ha posto in commercio queste crocchette al veleno. Auspichiamo che le autorità competenti rendano pubblico immediatamente il nominativo dell'azienda produttrice di queste crocchette ed il nome del prodotto provvedendo al loro tempestivo sequestro su scala nazionale”.

lunedì 16 febbraio 2009

Streghe ed antichi rimedi.

Non ricordo di aver già dato questa piccola, strana informazione. Ad ogni modo, la pubblico nuovamente dato che sembra essere iniziata la stagione degli amori dei gatti. Viaggiando, le nonne un po' streghe dei piccoli paesini che ho incontrato mi hanno fatto conoscere questo rimedio per impedire ai gatti di marcare il proprio territorio. Sembra sufficiente mettere nei punti desiderati una bottiglia di plastica riempita d'acqua e i gatti non si avvicineranno. Pur amandoli follemente, trovo i loro riti alquanto sgradevoli all'olfatto. Se basta solo questo...