"Spero di poter far capire alla gente quanto gli animali siano indifesi, dipendenti da noi e fiduciosi. Gli animali sono un nostro obbligo, una responsabilità che non possiamo negare, ne violare esercitando la crudeltà" James Herriot
venerdì 17 aprile 2009
Strada sdrucciolevole per via della migrazione di rospi?
giovedì 16 aprile 2009
Noi ci chiamiamo fuori.
“Venerdì 26 settembre 2008 si sono riunite a Rovereto, presso la sede dell'ENPA, le associazioni animaliste con l'intento di costituire un coordinamento provinciale delle associazioni di settore che sostenga e sia portavoce, davanti ai politici, delle richieste congiunte del mondo animalista.”
L’8 Aprile 2009 i rappresentanti dell’OIPA sezione trentina hanno presentato le dimissioni dal direttivo del CAT e si sono dichiarati non più disponibili ad appartenere a tale coordinamento. Eravamo entusiasti di questa realtà, volevamo essere artefici dell’unione delle associazioni animaliste. Il CAT avrebbe potuto fare la differenza in una provincia dove la sensibilità verso il mondo animale è relegata al ruolo di hobby. Ci credevamo, ma…
“Ogni associazione manterrà la sua totale autonomia di ideali e di impegno, [...]”
La realtà è sempre diversa dal sogno e così, giorno dopo giorno, l’entusiasmo si è smarrito lasciando l’amarezza di un risveglio repentino. Non vogliamo parlare di intromissioni sgradite o di prevaricazione, non vogliamo additare alcuno, solo ci chiamiamo fuori, riprendiamo la nostra autonomia, ritorniamo nel grigiore, là dove gli animali hanno bisogno di un aiuto e lasciamo la dialettica e la notorietà a chi sa amministrarle.
Tanto per ricordare...

Carcere per i padroni aguzzini
Da qualche anno la normativa italiana tutela gli animali dalla crudeltà umana
La legge n.189 del 20 luglio 2004, infatti, prevede anche la reclusione per i casi più gravi di maltrattamento. Chiunque, ad esempio, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da 3 a 18 mesi. Chi invece maltratta un animale, sottoponendolo a fatiche insopportabili o a sevizie rischia il carcere da 3 mesi a 1 anno, o una multa variabile da 3 a 15mila euro, pena che si applica anche a chi somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate. Il Legislatore si è espresso anche sul giro di scommesse legate a spettacoli illeciti. Chi infatti, promuove eventi che comportino sevizie o strazio per gli animali viene punito con la reclusione da 4 mesi a 2 anni e con la multa da 3mila a 15mila euro. La pena viene aumentata da un terzo alla metà se i fatti sono commessi in relazione all'esercizio di scommesse clandestine o al fine di trarne profitto per sé o altri o se ne deriva la morte dell'animale. Il Legislatore si fa ancora più esplicito nell'articolo 544quinquies: «Chiunque promuove, organizza o dirige combattimenti o competizioni non autorizzate tra animali che possono metterne in pericolo l'integrità fisica è punito con la reclusione da uno a tre anni e con la multa da 50 a 160mila euro».
da il "Gruppo BAIRO Onlus"
mercoledì 15 aprile 2009
Ritrovamento bocconi avvelenati a Montagnaga di Pinè

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martedì 14 aprile 2009
La LAC del Veneto ci invia il volantino illustrato contro la nuova legge sulla caccia.

Benedetti e non: lettera al quotidiano Adige.
Benedetti e non
Sotto le macerie ci sono vite sospese, l’uomo debole animale indifeso e privo dell’acutezza dei sensi non sa dove cercare, non sente e non vede, piange nella sua impotenza. Un cane, con il suo fiuto, l’accortezza dei movimenti, l’istinto di sopravvivenza e l’infinita dedizione all’uomo, si ferma un attimo, allunga il muso tra le macerie, abbaia e muove la coda in segno di felicità. Li sotto c’è una persona ancora viva, lui lo sente e lo grida. Ai nostri Vescovi e Prelati che "hanno gongolato" per una piazza piena di “fedeli” per la benedizione delle moto, chiedo, ora, forse quel cane, quella “bestia” che sa donare se stessa per l’uomo, che esprime gioia nel salvare una vita umana, quel cane non merita forse la vostra riconoscenza? Non merita forse un segno di benevolenza? Benedite ciò che non ha anima né vita, ma rifiutate tale “grazia” al compagno più fedele, altruista e generoso dell’uomo. Perché?
Laura
mercoledì 8 aprile 2009
Anche questi sono cani!
martedì 7 aprile 2009
Telve e i casi di avvelenamento da bocconi.
Modificata l'ordinanza sulle sche avvelenate
6 APRILE 2009
ESCHE AVVELENATE, MODIFICATA L’ORDINANZA
E' stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale l' Ordinanza 19 marzo 2009, che modifica le "Norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati" (Ordinanza del 18 dicembre 2008). Il provvedimento ravvisa l'opportunità di intervenire sulle disposizioni a carico del medico veterinario e fornisce indicazioni sulle modalità di invio delle spoglie di animali deceduti per avvelenamento o dei campioni. La necessità di apportare alcune modifiche alla prima Ordinanza era stata suggerita dall'Anmvi, allo scopo di allineare il provvedimento alle norme in materia di gestione dei rifiuti speciali e di indirizzare il testo verso una maggiore applicabilità ed efficacia. Sparisce l'obbligo di immediata segnalazione per i casi di avvelenamento di cui il medico veterinario "viene a conoscenza", fermo restando l'obbligo nel caso in cui sia emessa "diagnosi di sospetto avvelenamento". Quanto alle spoglie di animali deceduti per avvelenamento e ai campioni da essi prelevati, si precisa che l'invio "avviene per il tramite delle ASL competenti per il territorio o delle ditte convenzionate con le predette ASL".Il nuovo testo, inoltre, integra la composizione del Tavolo di coordinamento presso ciascuna Prefettura con la presenza di un medico veterinario libero professionista nominato dall'Ordine veterinario provinciale. Proprio in virtù del ruolo assegnato al medico veterinario libero professionista e per il suo contatto diretto con il territorio e l'utenza, l'Anmvi aveva suggerito di integrare il Tavolo di coordinamento con la figura di un libero professionista, ai fini del coordinamento della gestione degli interventi e per il monitoraggio del fenomeno.Vengono inoltre fornite maggiori indicazioni in merito alle procedure autorizzative per i prodotti fitosanitari, sostanze pericolose e presidi medico-chirurgici.Nei giorni scorsi il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini ha scritto ai Prefetti per richiamarli ad una pronta applicazione delle misure di contrasto al fenomeno degli avvelenamenti e per la rapida istituzione del Tavolo di coordinamento con le Forze dell'ordine e gli Enti interessati. La finalità è la salvaguardia e l'incolumità delle persone, degli animali e dell'ambiente. La presenza di bocconi o esche contenti veleni o sostanze nocive "costituisce un grave rischio per la salute dell'uomo, degli animali e dell'ambiente".
L'articolo 2 relativo ai compiti del medico veterinario risulta così riformulato:
1. Il medico veterinario che, sulla base di una sintomatologia conclamata, emette diagnosi di sospetto di avvelenamento di un esemplare di specie animale domestica o selvatica, deve darne immediata comunicazione al sindaco e al Servizio veterinario della Azienda sanitaria locale territorialmente competente.
2. In caso di decesso dell'animale il medico veterinario deve inviare le spoglie e ogni altro campione utile all'identificazione del veleno o della sostanza che ne ha provocato la morte all'Istituto zooprofilattico sperimentale competente per territorio, accompagnati da referto anamnestico, al fine di indirizzare la ricerca analitica. L'invio di spoglie di animali deceduti per avvelenamento e campioni da essi prelevati, avviene per il tramite delle ASL competenti per il territorio o delle ditte convenzionate con le predette ASL. A seguito di episodi ripetuti, ascrivibili alle stesse circostanze di avvelenamento confermato dall'Istituto zooprofilattico sperimentale, il medico veterinario, ove ritenga, puo' emettere diagnosi autonoma, senza l'ausilio di ulteriori analisi di laboratorio.
E' necessario predisporre per accogliere le famiglie con il proprio animale domestico.
6 APRILE 2009
Terremoto, Cirinnà: "Soccorrere e accogliere anche gli animali"
L'invito dopo la tragedia avvenuta in Abruzzo
ROMA - «In questo tragico momento è necessario predisporre tutte le misure atte a soccorrere ed accogliere gli animali. È infatti importante dare vita ad una rete di solidarietà per soccorrere quegli animali che sfuggiti dalle macerie sono rimasti senza famiglia o che nella fretta sono stati abbandonati». Lo afferma, in una nota, il consigliere del Pd al Comune di Roma Monica Cirinnà a proposito della scossa sismica che ha colpito la scorsa notte l’Abruzzo. Per la Cirinnà, è necessario che «si preveda la possibilità di accogliere le famiglie anche con l’animale domestico al seguito e che si predispongano strutture in cui sia presente personale della sanità veterinaria. Alla protezione civile regionale ho segnalato la disponibilità di un canile nell’interland romano e di alcuni cittadini ad ospitare gli animali». «Da questa mattina - aggiunge Cirinnà - sono in contatto con la protezione civile della Regione Lazio che sta partecipando alle attività di soccorso, i nostri volontari si stanno recando con tre squadre accompagnate da unità cinofile che una volta giunti sul posto svolgeranno un prezioso ruolo di individuazione delle persone rimaste sotto le macerie».