venerdì 22 agosto 2008

Durnwalder e le marmotte

La provincia di Bolzano ha deciso di abbattere più di 2000 marmotte. Un' identica decisione era già stata adottata lo scorso anno, ma un ricorso l'aveva poi resa nulla.

La marmotta è in Italia specie protetta dal 1992.

Le ragioni addotte per l'abbattimento, cioè che le marmotte abituate oramai ai biscotti dei turisti, avrebbero sviluppato denti troppo lunghi e quindi danneggerebbero gli alpeggi, non sembrano sostenibili se non persino ridicole. L'Alto Adige sta perdendo parte della sua nota attrattiva turistica per moltissime persone a causa di alcuni comportamenti e di episodi come quello dell'abbattimento non necessario del cervo a Bolzano e dalle continue deroghe alle leggi europee anche per quel che riguarda gli stambecchi.


Facciamo sapere al presidente della provincia Durnwalder e agli enti turistici cosa pensiamo di questa decisione:

Dr Luis Durnwalder presidente@provincia.bz.it

Alla camera di commercio di Bolzano wifo@camcom.bz.it

All'Unione Commercio Turismo Servizi info@verbandunione.bz.it

mercoledì 20 agosto 2008

Incontro con il Cons. prov. Roberto BOMBARDA

Disponibile. Attento. Propositivo. Così ci è apparso in un paio di incontri telefonici e di persona, il Consigliere Provinciale Roberto BOMBARDA.
Non è facile incontrare rappresentanti della cosa pubblica che ci "aprano" nuovi pensieri e progetti. Un incontro al di là di qualsiasi schieramento politico. Ancora una volta, abbiamo parlato dei numerosi problemi che la nostra Associazione assieme ad altre, incontra giornalmente nel tentativo di garantire il rispetto nei confronti del mondo animale.
Alcuni passi sono già stati fatti. Per esempio, a causa di una segnlazione di un cane ferito lungo una strada che non ha avuto esiti positivi, si è parlato ed agito per migliorare e garantire la reperibilità del veterinario dell'Azienda Sanitaria. Un disservizio riscontrato spesso da cittadini e vacanzieri. Un primo passo che ha avuto il merito di creare un piccolo legame con il Consigliere che speriamo non si esaurisca nel breve tempo di un mandato.

Nervosismo a Levico



Raccogliamo sempre più spesso le lamentale di cittadini e turisti infastiditi a Levico dalle numerose deiezioni canine che si trovano un po' ovunque sull'area del comune. Strade e sentieri ne sono coperti. La causa principale è sicuramente la maleducazione di certi padroni. Un incentivo potrebbe essere quello di dotare il territorio di distributori di sacchetti e di cestini, tolti in questo momento quasi ovunque, per regolare la raccolta differenziata. Attualmente vi sono solo alcuni distributori nel parco delle Terme di fronte a Villa Sissi: troppo pochi, troppo lontani . Inutile ricordare che una delle caratteristiche dei padroni maleducati di cani è la pigrizia!
Levico è un paese economicamente legato al turismo. La maggior parte delle migliorie viene fatta per sviluppare questo settore con scelte talvolta fortemente discutibili.
Imitare comuni vicini con la distribuzione gratuita di sacchetti (di carta riciclata!) potrebbe "ripulire" il territorio dai maleducati ed impedire che con il tempo qualche individuo non decida di risolvere il problema a modo suo!
Una delibera del comune di Rovereto, presente in internet, dimostra come la spesa per tre distributori con sacchetti abbia un costo facilmente affrontabile anche da un Comune come Levico Terme.

lunedì 18 agosto 2008

Animali di serie A e di serie B (parte 2#)



Si chiamano Sergio, Pucci, Poldo, Misha...
In casa cercano un posto tranquillo al sole di una finestra, tra il bucato che profuma di fresco, accoccolati nella morbida maglia di lana, tra le carte della scrivania. Perfetti. Sinuosi come possono essere i tratti di una matita oppure un po' sproporzionati, "allargati" come le figure di Botero. Intelligenti, vispi ed arguti. Prendono e danno apparentemente a loro piacimento, e intanto osservano e vigilano sugli abitanti della casa. Protetti da appassionati padroni che talvolta, come in un vecchio cartone animato, non condividono l'amore verso gli altri quattro zampe, loro "acerrimi nemici".
Questi sono i gatti, quelli fortunati.
Fuori, in strada, ci sono i randagi, gatti a cui la libertà costa cara. Hanno musi che raccontano storie di lotte, cadute, fughe da uomini ed animali, malattie. Non si arrangiano più come un tempo. Troppe auto, troppi veleni; pochi giardini e poco amore. Quello assieme al cibo arriva da qualche "gattara". Una carezza sulla schiena. Una "strusciata" a muso basso tra le caviglie. I grigi che erano bianchi e rosa. Voci rauche di duelli vissuti sotto cieli notturni.
La gente dice che fanno rumore, sporcano le auto, sui cui cofani caldi, vanno a scaldarsi, lasciano odori insopportabili, scavano in aiuole imbalsamate, tra i giardini perfetti senza suoni di persone o animali...
Per questo muoiono avvelenati assieme ai loro compagni per mano di chi rimarrà ignoto per sempre; investiti per il gioco di un annoiato pilota; uccisi come bersaglio di un provetto tiratore.

Il gatto seviziato e torturato a Levico in via Garibaldi, non ce l'ha fatta. L'autore di queste atrocità è rimasto sconosciuto. I Carabinieri di Levico, con il loro interessamento e la richiesta di informazioni nella via, sono riusciti almeno a spaventare quest'individuo.


I gatti randagi non sono animali di serie B!
Se venite a conoscenza di maltrattamenti nei loro confronti, fatene denuncia alle associazioni animaliste, direttamente ai Carabinieri della zona oppure alla Polizia Municipale. Nessuno, per legge, può impedire che "gattare" nel rispetto della pubblica salute, diano cibo ai gatti randagi. Chiunque abbia intenzione di farlo, cerchi di mantenere la zona pulita. In caso le cucciolate fossero indesiderate, ricordate di sterilizzare i vostri gatti. Di quelli delle colonie dovrebbero, per legge, interessarsi i comuni. La nostra associazione si occupa di censire le colonie e sterilizzare i gatti.
Tutti i gatti fotografati presenti nell'intestazione del nostro blog sono bellissimi gatti randagi.

mercoledì 13 agosto 2008

Undici gatti avvelenati a Telve. Animali di serie A e di serie B (parte 1#).


Undici gatti sono stati ritrovati avvelenati a Telve. Due colonie quasi per intero decimate dal veleno probabilmente introdotto nel cibo di una vaschetta. Erano gatti randagi ma non per questo "abbandonati". C'era chi li nutriva e coccolava.
Tre settimane fa la nostra associazione aveva parlato con il Sindaco del paese proprio del problema della sterilizzazione delle colonie feline presenti nel territorio (sterilizzazione che dovrebbe competere per legge a tutti i comuni). Oggi questo triste epilogo.
Ci siamo già mossi -come OIPA- per fare una denuncia contro ignoti e abbiamo portato uno di questi poveri gatti all'azienda sanitaria per richiedere le prove tossicologiche.
Come sempre numerose le diffidenze da superare: da quelle di chi raccoglie solo la denuncia, alle Amministrazioni Comunali che hanno sempre problemi più importanti da risolvere e agli abitanti che, in generale, non rimangono scossi da certe vicende fintanto che non avvengono nel proprio giardino.


ANIMALI DI SERIE A E DI SERIE B (parte 1#)

Animali di serie A e di serie B. Facile capire la distinzione e ancor più facile intuire quali siano gli animali privilegiati, quelli amati e protetti in questo mondo sempre più cieco.

Gli animali di serie B invece sono quelli uccisi, maltrattati o abbandonati. Sono gli animali vittime del bracconaggio, dello sfruttamento speculativo del territorio naturale; sono gli animali di canili e gattili; sono quelli che si muovono randagi tra le nostre vite anestetizzate, che hanno "brutti" aspetti e strani nomi di fantasia, che non hanno razza o pedigree; sono gli animali ai quali non concediamo una vita affinché non ci ricordino che, come loro, anche noi siamo spesso soli, abbruttiti dalla vita e con molto poche speranze.


E' possibile trovare l'articolo sul caso di avvelenamento delle colonie feline di Telve a pag.36 del quotidiano il TRENTINO di mercoledì 13 AGOSTO 2008.
La mappa degli avvelenamenti è purtroppo stata aggiornata.


mercoledì 30 luglio 2008

Un sorriso con gli occhi


ADOTTATO!

Quattro passi su per la Sella

Domenica 27 luglio 2008
Ogni anno viene organizzata una passeggiata-corsa da Borgo fino in Val di Sella per un percorso di circa 9 km.
Quest'anno, una ragazza che gestisce un negozio di prodotti per animali di Borgo, ha pensato di abbinare alla stessa manifestazione una passeggiata con i cani. Noi vi abbiamo partecipato anche nella speranza di farci conoscere e far conoscere la nostra esperienza. Abbiamo distribuito alcuni volantini con alcune informazioni utili sulla nostra associazione e un questionario che ci aiuterà a capire le problematiche che si possono incontrare nel gestire un cane.
Ci sembra che l'incontro sia riuscito magnificamente. Ringraziamo tutti i partecipanti e i loro compagni a quattro zampe. GRAZIE a tutti, alla prossima occasione!

lunedì 28 luglio 2008

Bocconi avvelenati lungo la ciclabile di Rovereto

Pubblichiamo, in ritardo ma per intero, l'articolo del caso di Rovereto. La mappa era stata comunque già aggiornata. Come ripetiamo spesso (e come sottolineato anche nell'articolo pubblicato sul quotidiano Adige), indicare i luoghi può servire solo a rimanerne lontani.

"Sono atti criminali sempre. Ma quando la stricnina compare lungo una pista ciclabile, l'allarme è più alto per forza. Perché in pericolo cominciano ad essere non solo i cuccioli accompagnati a zampettare nel verde, ma anche i molti bambini che lungo le piste lagarine si divertono a pedalare. Per questo quando ieri il Pan Eppa ha avuto la segnalazione si è mosso in fretta, per cercare di limitare i danni. Ma al momento senza risultati. L'allarme bocconi avvelenati è arrivato ieri mattina. Vittima del veleno Frida, un meticcio di tre anni e mezzo, che accompagnava il padrone, Federico Lanaro, lungo la ciclabile di Mori. All'altezza del Fanum, i primi sintomi. E la corsa dal veterinario: erano le 7.30 di ieri mattina, lo studio era chiuso. Ma il dottor Rizzi ha aperto le porte di casa sua, nella speranza di salvare l'animale. Una speranza, purtroppo, del tutto vana:«Quando il cane è arrivato da me era già praticamente morto - spiegava ieri il professionista - e vista la velocità di azione della sostanza, tendo a pensare che si tratti di stricnina». Un veleno potente, lasciato ai bordi della ciclabile più frequentata della Vallagarina. Una follia. «È un gesto gravissimo - spiegava ieri Claudio D'Ingiullo - e pericoloso. Certo, questa gente i bocconi li lascia sempre su sentieri battuti da parecchia gente, ma la ciclabile è un'altra cosa. Per questo ieri abbiamo deciso di uscire e cercare di trovare i bocconi avvelenati. Ma è ovvio, non sono sull'asfalto, non si vedono molto facilmente. L'unico modo certo per trovarli, sarebbe usare il fiuto dei cani. Ma è troppo pericoloso. Speriamo che questa gente, che ha la cattiveria di chi fa del male senza scopo né motivo, non faccia altre vittime». Quel che è certo è che una almeno c'è stata, di vittima. Perché Frida non scodinzolerà più al suo padrone, ora affranto: «Come può una persona essere così spietata? - scrive - Un boccone avvelenato è una mina che colpisce indiscriminatamente, il gesto squilibrato di una persona rancorosa e crudele, che non ha il coraggio di mostrarsi e agisce come un vile. Mi dicono che questi bocconi spesso sono utilizzati per uccidere animali selvatici o randagi, ma questa non è una giustificazione. Nella mia ricerca artistica mi sono interessato di vari comportamenti umani, ma ora so che non c'è limite all'idiozia. Ciao Frida!» Un'amarezza comprensibile che non fa tuttavia dimenticare le altre potenziali vittime. Da qui l'appello di Lanaro, perchéla notizia venga divulgata. Sapere del pericolo potrebbe salvare altri cuccioli. C.Z."

mercoledì 23 luglio 2008

Per non dimenticarci di loro


Tutti questi bellissimi animali cercano ancora una famiglia! Non dimentichiamoli! E come loro purtroppo, ce ne sono migliaia tra canili, gattili e altre associazioni. In estate il problema diventa ancora più grave e gli abbandoni si moltiplicano. Pensateci prima di adottare un animale, non prendete questa decisione in modo superficiale!

martedì 22 luglio 2008

Armi e guardie forestali: secondo errore!



Le guardie forestali hanno ucciso un cervo che impaurito era sceso fino in centro città a Bolzano.
L'animale era ferito ad un occhio, probabilmente fuggito ad un bracconiere. E' stato ucciso sebbene non potesse creare più pericolo alcuno, essendosi riparato all'interno di uno scantinato.
La notizia sta facendo il giro dei notiziari nazionali.

Secondo caso, secondo errore. Il primo "e(o)rrore" è stato l'incidente accaduto ad un'orsa: annegata nel lago di Molveno dopo esser stata anestetizzata perché troppo vicino all'abitato. Alberghi salvi, orso ucciso a causa di una decisione presa in modo superficiale.
Sta forse cambiando l'identità del Corpo forestale dello Stato?!