
"Spero di poter far capire alla gente quanto gli animali siano indifesi, dipendenti da noi e fiduciosi. Gli animali sono un nostro obbligo, una responsabilità che non possiamo negare, ne violare esercitando la crudeltà" James Herriot
lunedì 9 febbraio 2009
Una risposta per Alessandra

Cari vicini ( e lontani) quanti guai create! Ma il cane resta comunque in famiglia!
Questa è la foto di un bel husky, è un maschio con pedigree, 5 anni, buono e giocherellone, molto bello. E' urgente trovargli una famiglia; dove è ora non può più stare, i soliti vicini che si lamentano. E' abituato a vivere in giardino, socievole con le persone, molto meno con altri animali da cortile. Miss Melly dalla coda corta

domenica 8 febbraio 2009
Sheva ci ha lasciato nel marzo del 2008 per i bocconi avvelenati


Pomarolo, 31.01.2009
Gentile Redazione,
è con gioia immensa che in questi giorni abbiamo appreso la notizia della cattura, come si suol dire, “con le mani nel sacco” di un 70enne di Folgaria, mentre sparpagliava bocconi avvelenati nei boschi della località di Boschetti.
Circa un anno fa avete pubblicato un bell’articolo di seguito ad una mia lettera per la morte del nostro cane Sheva (morto a Pasquetta 2008), proprio a causa di bocconi avvelenati. Nella mia lettera mi sfogavo e mi sono posta molti interrogativi su chi potesse mai attuare una cosa così disumana. Mi chiedevo:
“Ma chi va in montagna a mettere questi bocconi?? È il panettiere??è il farmacista?? Oppure sono i cacciatori che per evitare che i cani spaventino le loro prede sparpagliano questi “bocconi della morte”?? Bhè, a dir la verità, non sono molte le persone che si recano in montagna quasi quotidianamente, a parte chi lo fa di lavoro come le guardie forestali (ma loro, a differenza di queste persone, amano la natura e gli animali!!!).”
Devo dire che dopo la mia lettera la mia famiglia ha ricevuto molte parole di solidarietà da moltissime famiglie che come la mia hanno perso il loro cane a causa di queste bocconi.
Ma siamo stati anche attaccati per aver accusato ingiustamente la categoria dei cacciatori. Di aver fatto pubblicare un articolo “calunniando” una categoria innocente. Di aver scritto parole di pura fantascienza.
Ma ecco la svolta!!Viene colto in flagranza un cacciatore il quale confessa di aver seminato questi bocconi per “uccidere le volpi che si mangiano la selvaggina”. MA CHE CASO!!!!!
Quindi non solo la mia teoria era esatta per quanto riguarda chi fossero i colpevoli (i cacciatori) ma pure sui loro possibili moventi. Dunque o nella mia lettera di un anno fa avevo ragione e avevo denunciato una situazione reale……..oppure il cacciatore di Folgaria ha copiato la mia teoria “fantasiosa”…..lascio a voi l’ardua sentenza!!
Quindi il nostro attacco pubblicato da voi non era puro vaneggiamento della mia famiglia, pura fantasia e pura cattiveria verso i cacciatori. Ma forse PURA verità, purtroppo spesso nascosta dietro un muro di omertà dei vari paesini nei quali viviamo! Ma per fortuna queste “persone” (non a caso tra virgolette, perché le PERSONE vere hanno dei sentimenti e una moralità) non potevano rimanere impunite per troppo tempo!
Mi dispaccio che solo per pochi bracconieri tutto il nome della categoria cacciatori venga infangato. Perché vorrei ricordare che le sezioni di cacciatori delle nostre zone sono molto numerose ma solo per pochi “delinquenti” come questi vengono messi in cattiva luce tutti.
Credo che come la mia le famiglie che avranno gioito di questa notizia saranno moltissime (ricordo solo alcuni degli ultimi casi come quelli delle famiglie di Guido Trentinaglia, Mario Dalasso, Franco Battisti).
Spero solo che questa persona abbia una punizione esemplare che sia da monito anche per tutti i suoi “colleghi”. Devono pagare non solo per il pericolo che hanno creato sulle nostre montagne (mettono a rischio di morte non solo cani, ma volpi, corvi…) ma anche per il dolore che hanno recato a innumerevoli persone.
Vorrei ringraziare Claudio D’Ingiullo (rappresentante dell’associazione Pan Eppa) per il loro lavoro quotidiano e per il sostegno a questa causa contro questi “delinquenti”.
Un ringraziamento speciale a Giorgio Zattoni e al suo ufficio distrettuale e forestale di Rovereto, e agli uomini della forestale di Folgaria, con a capo Bruno Sordo. Un ringraziamento per il loro eccellente lavoro e un augurio che questa cattura non rimanga solo un caso isolato.
Mi auguro che vengano catturati più bracconieri possibili così rendendo giustizia a tutti i nostri cuccioli uccisi, ed evitare future possibili morti.
Distinti saluti
Francesca Maffei e Famiglia (Chiusole di Pomarolo)
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sabato 7 febbraio 2009
Lascia morire 6 animali, non potrà più allevare
28 GENNAIO 2009
Lascia morire 6 animali non potrà più allevare
Innovativa sentenza a ventimiglia
Patrizia Mazzarello
mercoledì 4 febbraio 2009
Qui entro con il mio amico!
martedì 3 febbraio 2009
Aiutiamo anche il bellissimo Luky (Adottato auguri!)

domenica 1 febbraio 2009
STOP! BOCCONI AVVELENATI

E tutti quelli che per anni hanno continuato a denunciare questi casi?!

BOCCONI AVVELENATI GESTI INCIVILI
Animali domestici e selvatici uccisi senza alcun motivo!
Provincia di Trento - Animali che iniziano a morire più che a star male, non si fa nemmeno in tempo a portarli dal veterinario. Increduli e scioccati gli amorevoli umani denunciano sul giornale e alle forze competenti l'accaduto con tanto di diagnosi medica. Azione spregevole, atto incivile, indescrivibile crudeltà nei confronti dei selvatici, dei domestici, dell'ambiente e dell'umanità che ignara pensa che il bosco sia un posto risanatore e vivificante. Pare che sia affidato al singolo il compito di ostacolare e far fronte a questa prassi di avvelenare. Non so con quali risultati ma ci sono leggi regionali, in Italia, che oltre a vietare l'utilizzo e la detenzione di esche avvelenate, prevedono delle azioni di intervento che vanno a colpire quelle zone dove avvengono questi delitti. Dopo gli accertamenti sulla base delle denunce o segnalazioni degli interessati o dei medici e visti i risultati delle analisi di laboratorio, "il Comune attiva con procedura d'urgenza e in collaborazione con l'Azienda unità sanitaria locale competente per la zona e la Polizia Provinciale, adeguata bonifica dell'area colpita. A tale attività, sotto il coordinamento della Polizia Provinciale e della Polizia Comunale possono collaborare anche le Guardie Giurate Volontarie, le Guardie Ambientali Volontarie nonché i proprietari o conduttori dei fondi interessati. La Provincia su richiesta del Comune territorialmente competente, dispone con urgenza la delimitazione dell'area perimetrale o dei punti di accesso , con avvisi e segnaletiche di pericolo." Una legge prevede anche il divieto di caccia in quelle zone per un periodo. Penso che questo aiuterebbe molto le coscienze e ad avere consapevolezza
Finalmente! E adesso i cacciatori si interroghino...

TRENTINO
Salame inzuppato di veleno: «Lo mettevo per le volpi»
Folgaria (TN) - «Volevo eliminare le volpi perché si mangiano la selvaggina». Si è difeso così il cacciatore di Folgaria denunciato dai forestali per aver seminato nel bosco bocconi avvelenati. Una spiegazione che, naturalmente, non gli è valsa come scusante. Anzi, come gli uomini della forestale hanno tentato di spiegargli, con quel gesto ha messo a repentaglio l'equilibrio di tutta la fauna del posto. I bocconi posizionati per tirare in trappola le volpi erano alla portata di tutti gli animali. «Farli morire in quel modo, dunque, tra atroci sofferenze - aggiunge il comandante Zattoni - è un modo per mettere a repentaglio l'equilibrio dell'intero sistema. Tanto più al giorno d'oggi che nei nostri boschi non ci sono più i lupi, gli orsi o la lince. La volpe è rimasta l'unico predatore ma quest'anno la sopravvivenza di molti esemplari è stata messa a dura prova dall'epidemia di cimurro». Presentando questo risultato, il comandante Zattoni ha messo in luce anche la preziosa attività di vigilanza che la forestale espleta tra i suoi compiti. Un'attività mirata a contrastare il bracconaggio, ma i cui risultati spesso non sono immediati. Nel periodo del disgelo viene intensificata, perché a quel tempo gli animali scendono a valle e si avvicinano agli abitati, dunque sono più a rischio.